|
Il made in Italy si afferma in
Cina. Nel 2001 l'export di prodotti italiani verso il gigante asiatico è
cresciuto del 37,5% sull'anno precedente (sfiorando i 3,3 miliardi di
euro). In parallelo si rafforza la presenza diretta delle imprese italiane
sul territorio locale – se ne contano circa 500 – favorita dall'adesione
della Cina alla WTO. Un rapporto appena stilato dalla sede Ice di Pechino
mette in luce, da un lato, il ritrovato vigore delle relazioni commerciali
Italia-Cina e, dall'altro, le opportunità offerte dal paese asiatico, che
ha promesso di favorire l'ingresso degli investitori esteri sul mercato
locale, "trattandoli alla stregua degli investitori
cinesi".
L'interscambio. L'interscambio 2001 Italia-Cina
risulta pari a 10,8 miliardi di Euro (+13,2% sull'anno precedente), con
valori di 3,3 per l'export e di 7,5 per l'import. L'Italia diventa così il
13° partner commerciale della Cina a livello mondiale (era al 16° posto
nel 2000) ed il terzo a livello europeo avendo superato il Regno Unito;
siamo ancora lontani dalla Germania, ma ci troviamo a ridosso della
Francia. La grande maggioranza dei beni esportati è composta da
macchinari che hanno spesso costituito la base tecnologica dell'industria
leggera cinese. A quest'ultima, in particolare quella tessile e della
lavorazione della pelle, vengono inoltre fornite le materie prime ed i
semilavorati necessari per i prodotti finiti. Anche se non hanno raggiunto
ragguardevoli importi monetari, i beni di consumo italiani stanno
affermandosi anche in Cina. Si tratta, osserva l'Ice, di un fenomeno in
via di consolidamento grazie al riconosciuto prestigio del made in Italy e
all'accresciuto reddito di una parte non marginale della
popolazione.
La presenza italiana in Cina. Ma non si vive di
solo export. Un numero crescente di imprese italiane punta al radicamento,
cioè alla presenza diretta sul mercato cinese. Attualmente sono attive in
Cina, con l'esclusione di Hong Kong, circa 500 aziende italiane. Si tratta
soprattutto di uffici di rappresentanza che spesso surrogano la mancanza
di una efficiente rete distributiva nel paese e fungono da uffici
commerciali e di assistenza. Ad essi si aggiungono le aziende di servizi:
banche, società di spedizioni, studi legali e di consulenza. La gran parte
di queste aziende è concentrata nelle municipalità di Pechino e Shanghai.
La forma giuridica più frequente è quella dell'impresa mista, dove
complessivamente prevale la quota di parte cinese. I principali settori di
destinazione degli investimenti italiani sono: l'automobilistico (vedi il
caso Fiat, che produce la Palio a Nanchino in joint venture paritetica con
il gruppo Yuejin), il tessile-abbigliamento, il meccanico, il
chimico-farmaceutico e quello dei servizi. Oltre alle aree limitrofe a
Pechino e Shanghai, le unità produttive di origine italiana sono
concentrate nelle provincie del Jiangsu, Guangdong, Zhejiang, Shandong e
nella municipalità di Tianjing.
A partire dall'apertura economica
del 1978, segnala l'Ice, il valore complessivo degli investimenti italiani
in Cina ha superato i 2.200 milioni di dollari (220 milioni nel solo
2001), equivalenti allo 0,6% circa del totale recepito dalla Cina e all'1%
di quanto investito dall'Italia all'estero. L'Ice invita però gli
imprenditori italiani ad accelerare sulla via del radicamento. "Per la
Cina – si legge nel rapporto – si va riducendo l'importanza delle
importazioni rispetto agli investimenti. E' verosimile che questa
direzione venga amplificata dall'adesione alla WTO. Sarebbe dunque
opportuno e redditizio accantonare l'abituale prudenza e trarre vantaggio
sia dai cambiamenti della Cina verso una maggiore omologazione al
commercio internazionale, sia dalle potenzialità che derivano più dagli
inutilizzati fattori di produzione che dalle tradizionali importazioni del
paese.
Di Marco Morino
I principali prodotti italiani esportati in Cina (Valori in
migliaia di Euro, dati 2001 e variazione % sul 2000)
|
Impianti meccanici |
1.595,2 |
+45,6 |
|
Apparecchiature elettriche |
531,7 |
+64,5 |
|
Prodotti chimici |
246 |
+10,6 |
|
Prodotti in cuoio |
187,8 |
+18,4 |
|
Prodotti tessili |
162,9 |
+30,4 |
|
|