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La fine delle restrizioni nel commercio del tessile-abbigliamento

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Data: Lunedì 25 Febbraio 2002     
Fonte: Centro Spedizionieri Doganali    

 

Il commercio nel settore tessile-abbigliamento tra i paesi membri del WTO è regolato dall'Accordo sul Tessile-Abbigliamento (ATC), entrato in vigore il 1 gennaio 1995. Questo accordo stabilisce che la progressiva applicazione delle norme del Trattato Generale sulle Tariffe e sul Commercio (GATT) sarà affiancata anche dalla progressiva eliminazione delle quote ereditate dall'Accordo Multifibre (MFA) nell'Unione Europea, Stati Uniti e Canada. Dopo un periodo di dieci anni, che terminerà il 1 gennaio 2005, l'ATC scadrà e tutte le quote saranno abolite.
L'Unione Europea è attualmente, all'interno della WTO, uno dei maggiori esportatori di prodotti del tessile-abbigliamento e la sua competitività è piuttosto elevata nel mercato mondiale. Proprio per questo motivo le barriere tariffarie applicate appaiono eccessive. Se paragonate con le tariffe medie del settore, che vanno dal 14% dell'Indonesia, 25% della Thailandia e Pakistan al 35% dell'India, le tariffe su molti prodotti sono ben al di sopra di queste. Inoltre le alte tariffe sono spesso associate ad imposte addizionali e a frequenti barriere non tariffarie.
L'obiettivo principale dell'Unione Europea è di creare un contesto nel quale gli operatori mondiali si trovino di fronte più o meno alle stesse condizioni di accesso al mercato che si avranno dopo il 2005. La Comunità Europea sta lavorando per l'applicazione di livelli tariffari meno proibitivi, così come per l'eliminazione delle barriere commerciali non tariffarie.
L'Unione Europea è il principale operatore nel commercio mondiale dei prodotti del tessile-abbigliamento. Nell'anno 2000 il commercio totale ha registrato complessivamente un ammontare pari a 110 miliardi di Euro. Dall'entrata in vigore dell'Accordo sul Tessile-Abbigliamento (ATC) nel 1995 le importazioni        comunitarie         sono

incrementate velocemente, nonostante l'esistenza delle restrizioni quantitative (quote). Nel 2000 il valore totale delle importazioni è ammontato a 69,5 miliardi di Euro, con un incremento del 16,6% rispetto al 1999 e del 54% rispetto al 1995. Le importazioni dai paesi soggetti a quota sono cresciute nel periodo 1995/2000 del 62%. Quasi un terzo dei prodotti del tessile-abbigliamento acquistati attualmente nell'Unione Europea sono costituiti da importazioni (31% nel 2000).
Le tariffe preferenziali sulle importazioni del tessile ed abbigliamento sono basse e si abbasseranno ulteriormente grazie agli impegni presi dall'Unione Europea all'interno della WTO. In ogni caso questi tassi sono applicati solo su una piccola percentuale delle importazioni comunitarie di prodotti del tessile-abbigliamento, ed in particolar modo all'interno del Sistema delle Preferenze Generalizzate e della Convenzione Lomé con gli Stati africani, caraibici e del Pacifico.
L'Unione Europea ha fedelmente adempiuto agli impegni presi con l'ATC, che le richiedeva la progressiva liberalizzazione del regime commerciale nel periodo precedente al 2005. All'inizio del primo periodo di integrazione sotto l'ATC (1995-1997), essa ha collocato il 16,2% delle importazioni del 1990 sotto la protezione del GATT. Nel secondo periodo (1998-2002) se ne è aggiunto un altro 17,1%. Per il terzo periodo l'Unione Europea ha già adottato una lista di liberalizzazioni che copre il 18% delle importazioni..
Finalmente il 1 gennaio 2005 prenderà avvio il quato periodo. Il resto degli scambi sarà integrato, risolvendosi nella eliminazione di tutte le quote. Da quella data i fornitori di prodotti del tessile-abbigliamento nell'Unione Europea si troveranno tutti nella stessa posizione e la concorrenza sarà libera.

 


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