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Il commercio nel settore tessile-abbigliamento tra
i paesi membri del WTO è regolato dall'Accordo sul
Tessile-Abbigliamento (ATC), entrato in vigore il 1 gennaio 1995.
Questo accordo stabilisce che la progressiva applicazione delle
norme del Trattato Generale sulle Tariffe e sul Commercio (GATT)
sarà affiancata anche dalla progressiva eliminazione delle quote
ereditate dall'Accordo Multifibre (MFA) nell'Unione Europea, Stati
Uniti e Canada. Dopo un periodo di dieci anni, che terminerà il 1
gennaio 2005, l'ATC scadrà e tutte le quote saranno
abolite. L'Unione Europea è attualmente, all'interno della WTO,
uno dei maggiori esportatori di prodotti del tessile-abbigliamento e
la sua competitività è piuttosto elevata nel mercato mondiale.
Proprio per questo motivo le barriere tariffarie applicate appaiono
eccessive. Se paragonate con le tariffe medie del settore, che vanno
dal 14% dell'Indonesia, 25% della Thailandia e Pakistan al 35%
dell'India, le tariffe su molti prodotti sono ben al di sopra di
queste. Inoltre le alte tariffe sono spesso associate ad imposte
addizionali e a frequenti barriere non tariffarie. L'obiettivo
principale dell'Unione Europea è di creare un contesto nel quale gli
operatori mondiali si trovino di fronte più o meno alle stesse
condizioni di accesso al mercato che si avranno dopo il 2005. La
Comunità Europea sta lavorando per l'applicazione di livelli
tariffari meno proibitivi, così come per l'eliminazione delle
barriere commerciali non tariffarie. L'Unione Europea è il
principale operatore nel commercio mondiale dei prodotti del
tessile-abbigliamento. Nell'anno 2000 il commercio totale ha
registrato complessivamente un ammontare pari a 110 miliardi di
Euro. Dall'entrata in vigore dell'Accordo sul Tessile-Abbigliamento
(ATC) nel 1995 le importazioni
comunitarie
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incrementate velocemente, nonostante l'esistenza
delle restrizioni quantitative (quote). Nel 2000 il valore totale
delle importazioni è ammontato a 69,5 miliardi di Euro, con un
incremento del 16,6% rispetto al 1999 e del 54% rispetto al 1995. Le
importazioni dai paesi soggetti a quota sono cresciute nel periodo
1995/2000 del 62%. Quasi un terzo dei prodotti del
tessile-abbigliamento acquistati attualmente nell'Unione Europea
sono costituiti da importazioni (31% nel 2000). Le tariffe
preferenziali sulle importazioni del tessile ed abbigliamento sono
basse e si abbasseranno ulteriormente grazie agli impegni presi
dall'Unione Europea all'interno della WTO. In ogni caso questi tassi
sono applicati solo su una piccola percentuale delle importazioni
comunitarie di prodotti del tessile-abbigliamento, ed in particolar
modo all'interno del Sistema delle Preferenze Generalizzate e della
Convenzione Lomé con gli Stati africani, caraibici e del
Pacifico. L'Unione Europea ha fedelmente adempiuto agli impegni
presi con l'ATC, che le richiedeva la progressiva liberalizzazione
del regime commerciale nel periodo precedente al 2005. All'inizio
del primo periodo di integrazione sotto l'ATC (1995-1997), essa ha
collocato il 16,2% delle importazioni del 1990 sotto la protezione
del GATT. Nel secondo periodo (1998-2002) se ne è aggiunto un altro
17,1%. Per il terzo periodo l'Unione Europea ha già adottato una
lista di liberalizzazioni che copre il 18% delle
importazioni.. Finalmente il 1 gennaio 2005 prenderà avvio il
quato periodo. Il resto degli scambi sarà integrato, risolvendosi
nella eliminazione di tutte le quote. Da quella data i fornitori di
prodotti del tessile-abbigliamento nell'Unione Europea si troveranno
tutti nella stessa posizione e la concorrenza sarà libera.
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