Il traffico del porto di Taranto recupera sul 2000
e, con l'avvento del terminal Evergreen, piazza un primo risultato
positivo anche nel segmento dei container. Ammontano infatti a 34,5
milioni di tonnellate le merci movimentate nel 2001 a fronte dei
33,8 milioni di tonnellate del 2000. Nell'anno trascorso gli sbarchi
sono stati pari a 23,7 milioni e gli scambi hanno raggiunto i 10,8
milioni di tonnellate. Punta di movimentazione a settembre con 3,7
milioni di tonnellate di merci. Su base trimestrale, il quarto è
stato il periodo migliore con 9,4 milioni di tonnellate. Nelle
singole voci merceologiche ci sono rinfuse solide per 12,5 milioni
di tonnellate, minerali per 10,6 milioni, carbone per 5,8 milioni,
petrolio grezzo per 3,5 milioni, prodotti raffinati per 1,6 milioni.
Sono approdate 2.030 navi, di cui 1.310 straniere, contro le 1.808
del 2000 e le 1.586 del 1999.
Ma la vera novità è stato il
traffico container. L'avvio di Evergreen ha rappresentato solo
un'anteprima delle potenzialità che il porto pugliese, col molo
polisettoriale adibito a terminal, ora può esprimere. Sono stati
movimentati 186.427 container, di cui 115.521 sbarcati. Luglio è il
mese di punta con 38.800 container movimentati. Nel 2000 i container
sono stati solo 4.787 e ancor meno nel 1999: 845. L'orientamento di
Taranto Container Terminal (la società di gestione partecipata da
Evergreen) è ora quello di aprire la struttura anche ad altre
compagnie interessate alle rotte mediterranee. In
questo senso l'Autorità portuale ha già avviato una prima
ricognizione tecnica finalizzata ad aumentare la profondità dei
fondali antistanti il polisettoriale per consentire l'attracco di
navi di grandi dimensioni.
Ma l'Authority ha anche sbloccato la
situazione di stallo in cui si era venuta a trovare l'Agip,
impossibilitata ad usare il porto di Taranto per spedire una parte
del greggio estratto dal giacimento di Monte Alpi in Basilicata,
nonché avviato l'iter per il nuovo piano regolatore portuale.
Per l'Agip, considerato che le amministrazioni locali non hanno ancora
dato il via libera alla costruzione delle opere complementari
all'oleodotto, già in esercizio, fra Monte Alpi e Taranto (lavori
per 103 milioni di euro), c'è l'autorizzazione ad usare il campo boe
anche per la spedizione del greggio oltreché per il ricevimento. L'Authority ha prescritto al riguardo una serie di norme di
sicurezza.
Le nuove opere chieste dall'Agip (che dovrebbero
rientrare nel nuovo piano regolatore portuale, essendo state escluse
dall'adeguamento tecnico) sono: allungamento del pontile per 350
metri, drenaggio dei fondali per l'attracco delle navi da 80mila
tonnellate, e quattro nuovi serbatoi (tre da 120mila tonnellate e
uno da 80mila). A regime, il giacimento della Basilicata farà
affluire a Taranto 5 milioni di tonnellate annue di greggio, di cui
1,5 milioni saranno lavorati dalla raffineria locale ed il resto
esportato (partner dell'Eni è infatti Enterprise Oil).