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ALBANIA

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Fonte: Centro Spedizionieri Doganali 


 

INDICE

Quadro generale dell'Albania
Territorio e Demografia
Situazione economica generale
Il commercio internazionale


Normativa doganale e regime delle importazioni
Regolamentazione delle importazioni
Documentazione richiesta
Zone franche
Investimenti stranieri


Il regime fiscale
Imposta sul valore aggiunto

Imposte dirette sulle persone giuridiche

Imposte dirette sulle persone fisiche





QUADRO GENERALE DELL'ALBANIA

Territorio e demografia


L'Albania, situata nell'Europa sud-orientale ed affacciata sul Mar Mediterraneo, si trova nella parte meridionale della regione balcanica. Confina a nord con il Montenegro, a nord-est con il Kosovo, ad est con la Macedonia e a sud con la Grecia.
Il territorio occupa complessivamente una superficie di 28.750 kmq e, ad eccezione della stretta pianura litoranea, è costituito prevalentemente da colline e montagne coperte da boscaglia, ed è attraversato da piccoli fiumi che scorrono da est verso ovest.
Il clima è mediamente temperato con inverni freschi, nuvolosi  e bagnati ed estati calde e secche. La popolazione ammonta a 3.360.000 abitanti, con una densità di popolazione di 118 abitanti/kmq.

Il 95% della popolazione è di nazionalità albanese, mentre la minoranza più rilevante, con il 2-3%, è quella greca, che risiede nel sud del paese.
Le religioni praticate sono quella musulmana (70%), quella ortodossa  (20%) e quella cattolica (10%).
Il paese è fortemente diviso tra un sud dove si concentrano i poli dello sviluppo ed il nord ancora legato al mondo ed alla tradizione rurale.
La capitale è Tirana con una popolazione di 320.000 abitanti; le altre città principali sono Durres, Elbasan, Korca,  Shkoder e Vlora. La lingua ufficiale è l'albanese, anche se nel sud è molto diffuso il greco.

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Situazione economica generale
 


Paese estremamente povero rispetto agli standard europei, l'Albania sta compiendo una difficile transizione verso un'economia di mercato. Dopo essere vissuta per decenni in una situazione di isolamento internazionale e di autarchia, in seguito alla caduta del vecchio regime si è assistito al collasso dell'intera economia.
La crisi che ha colpito il paese nel 1997-1998 ha vanificato gli sforzi compiuti nei quattro anni precedenti finalizzati alla stabilizzazione macroeconomica. Ciò ha portato alla necessità di avviare un nuovo programma di stabilizzazione, intrapreso nel 1992, e volto a risolvere la grave situazione di squilibrio economico.
Tuttavia, le politiche attuate non hanno creato occasioni favorevoli al rapido sviluppo economico, ottenendo risultati di segno opposto rispetto a quelli sperati.
A dispetto di un altissimo grado di apertura e liberalizzazione e dell'entrata nel WTO, l'Albania è tuttora un'economia essenzialmente chiusa. Le esportazioni sono limitate e l'economia nazionale dipende dal sistema economico mondiale per le importazioni


ed i trasferimenti. L'Albania è oggi l'unico paese tra quelli in transizione il cui PIL è ancora composto per oltre il 50% dal settore agricolo. Nonostante ciò la produzione agricola è ancora scarsamente diversificata e riguarda principalmente le coltivazioni di cereali e vegetali. Produzioni minori interessano il tabacco ed i fagioli secchi.
Il paese è anche ricco di risorse minerarie, particolarmente di cromo, rame e nichel. Inoltre la quantità di petrolio estratta consente al paese di esportare una parte della produzione ed il potenziale delle riserve, sia di petrolio che di gas naturale, è motivo di attrazione per molti investitori stranieri.
Il settore industriale invece è scarsamente sviluppato e costituisce il punto di debolezza del sistema economico albanese, contribuendo con solo il 12% alla formazione del prodotto interno lordo.
Negli ultimi anni si è però registrato un crescente  interesse degli investitori stranieri che hanno recuperato molti degli impianti industriali smantellati durante la crisi, contribuendo ad una crescita, seppur modesta, del settore.

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Il commercio internazionale
 


Gli scambi commerciali esteri dell'Albania sono caratterizzati da un crescente deficit della bilancia commerciale, che rispecchia anche l'inadeguatezza del sistema produttivo locale.
In seguito alla caduta del regime comunista ed al collasso del Comecon, verso il quale si dirigevano gran parte delle esportazioni albanesi,  si è avuta la chiusura dei tradizionali mercati di sbocco del paese. Al contrario le importazioni hanno ricevuto un nuovo impulso da un insieme di fattori, quali l'introduzione della convertibilità, l'abolizione delle restrizioni quantitative e l'afflusso degli aiuti umanitari. Tutto ciò ha portato quindi all'attuale squilibrio commerciale, alimentato anche dalla domanda di beni di consumo non acquistabili all'interno e dalle importazioni di macchinari ed attrezzature necessari all'ammodernamento industriale in atto.
L'interscambio globale albanese nel 2001 ha registrato un aumento del 24,2% rispetto al 2000, ma la bilancia commerciale ha accentuato il saldo negativo. Nel 2001 le importazioni albanesi     hanno     evidenziato      un


aumento del 25,4% rispetto al 2000, mentre le esportazioni hanno segnato un aumento del 19,4%, lasciando comunque la bilancia commerciale negativa.
Le esportazioni ed importazioni con i paesi dell'Unione Europea costituiscono rispettivamente il 95,1% ed il 76,6% del totale.
L'Italia e la Grecia continuano ad essere i due partner commerciali principali dell'Albania, con quote pari al 45% delle importazioni totali e 79% delle esportazioni totali per l'Italia e 31,6% delle importazioni totali e 9,2% delle esportazioni totali per la Grecia.
Si è registrato inoltre un aumento delle esportazioni con il Belgio, la Bulgaria e la Turchia, nonché un aumento delle importazioni dalla Francia, Italia e Slovenia
I principali prodotti esportati dall'Albania sono i prodotti tessili e calzature, materiali da costruzione, metalli, prodotti alimentari, bevande e tabacco. I prodotti importati sono invece costituiti da macchinari e parti di ricambio, alimentari, alcolici, tabacco, tessile e calzature, metalli e materiali da costruzione.



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NORMATIVA DOGANALE E REGIME DELLE IMPORTAZIONI

Regolamentazione delle importazioni

Qual è il regime doganale dell'Albania? Quali sono i dazi all'importazione?

La materia doganale albanese è attualmente disciplinata dal nuovo Codice Doganale entrato in vigore nel maggio del 2001 ed emanato grazie all'assistenza dell'Unione Europea. Successivamente all'entrata in vigore del Codice Doganale sono state emanate le nuove tariffe doganali e le disposizioni di attuazione del codice.
La procedura di sdoganamento delle merci prevede la presentazione alle autorità doganali da parte del vettore dei beni introdotti nel territorio albanese unitamente alla cosiddetta dichiarazione doganale, contenente tutti gli elementi necessari alla identificazione dei beni. Le autorità doganali    provvedono   all'esame   dei

documenti accompagnatori dei beni ed alla identificazione degli stessi, ed una volta eseguiti tutti i controlli procedono alla riscossione dei dazi doganali ed al rilascio dei beni.
L'Albania adotta il sistema armonizzato di classificazione delle merci.
La normativa doganale albanese prevede tariffe mediamente basse ed esenzioni per numerose categorie di prodotti. Le tariffe doganali vengono applicate integralmente soltanto sui beni che hanno un'origine non preferenziale, ossia beni provenienti da un paese con il quale l'Albania non ha stipulato accordi che prevedono un trattamento preferenziale.

E' previsto un regime per la temporanea importazione di merci?

In base alla normativa doganale le merci non albanesi possono essere introdotte nel territorio dello stato in esonero parziale o totale dai dazi all'importazione a condizione che queste non  subiscano alcuna  modifica

e siano destinate ad una successiva riesportazione. Tali merci possono restare in regime di importazione temporanea per un periodo massimo di 12 mesi, eventualmente prorogabile per altri 12.

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Documentazione richiesta
 


A partire dal 1 febbraio 2000 il documento idoneo a comprovare la definitiva importazione della merce in territorio albanese è la dichiarazione doganale tipo Dau rilasciata dalla locale autorità doganale. Il documento deve riportare il codice IM4, il codice 4000 o 40, la firma ed il timbro del funzionario doganale, l'indicazione del pagamento dei dazi doganali e tutti gli elementi che possano ricondurre il documento all'esportazione effettuata. Il documento può essere prodotto in originale o in copia conforme.


I prodotti inoltre devono essere accompagnati dalla seguente documentazione:
- fattura commerciale, contenente tutti gli elementi previsti dalla legge;
- certificato di origine della Camera di Commercio;
- certificato sanitario per prodotti zootecnici, alimentari e farmaceutici;
- certificato fitosanitario per prodotti chimici ed agricoli;
- documento di trasporto (lettera di vettura, polizza di carico, lettera di vettura aerea, carnet TIR, CMR)

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Zone franche
 


Nel codice doganale è prevista la possibilità di istituire zone franche e depositi doganali franchi all'interno del territorio albanese con una serie di agevolazioni di carattere soprattutto fiscale: esenzione dai dazi doganali o da altre misure di politica commerciale relative alle importazioni.


Nonostante  tale previsione, a tutt'oggi l'attuazione delle zone franche è stata piuttosto limitata; soltanto recentemente è infatti entrato in funzione il primo duty free shop presso l'aeroporto Rinas di Tirana.


Investimenti stranieri
 


Dopo essere stata a lungo preclusa agli investimenti esteri, nel 1993 l'Albania ha finalmente emanato una legge, la n. 7764, che ha liberalizzato ed agevolato l'ingresso nel paese di capitali ed iniziative economiche estere.
L'attuale normativa prevede la possibilità di investire senza restrizioni in tutti i settori e con qualsiasi tipologia di investimento. E' garantita la parità di trattamento fra investitori locali e stranieri e la protezione dagli espropri e dalle nazionalizzazioni. All'investitore straniero è concessa la possibilità di costituire sia società a totale partecipazione straniera che società miste e di espatriare i proventi derivanti dall'attività svolta in qualsiasi valuta.
L'unica limitazione prevista dalla normativa  riguarda  i  terreni,  che non


possono essere acquistati, ma solamente presi in affitto.
Tra le agevolazioni di tipo fiscale previste per gli investitori esteri vi sono:
- l'esenzione quadriennale per le aziende che operano per un periodo non inferiore a 10 anni nel settore manifatturiero o produttivo;
- il rimborso fiscale del 60% per le aziende che reinvestono gli utili;
- l'esenzione per cinque anni alle aziende che stabiliscono attività promozionale nelle zone di sviluppo turistico;
- l'esenzione dall'Iva per i  beni di importazione destinati alla manutenzione ed allo sviluppo dell'attività;
- esenzione doganale per i beni di investimento importati.

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IL REGIME FISCALE

Imposta sul valore aggiunto
 


L'imposta sul valore aggiunto, entrata in vigore nel luglio del 1996, è la principale imposta indiretta albanese. L'imposta si applica alla vendita di beni ed alle prestazioni di servizi con un'aliquota standard del 12,5%.
La normativa fiscale albanese prevede delle esenzioni riguardanti alcuni servizi finanziari, le esportazioni ed i servizi internazionali.
Anche i beni in importazione temporanea destinati al processo produttivo sono esenti dall'imposta.


Il pagamento dell'imposta deve essere effettuato entro il 14° giorno del mese successivo all'effettuazione della transazione. Sul valore di  alcuni prodotti di importazione quali sigarette, tabacchi, alcolici, bevande, energia elettrica, prodotti petroliferi e caffè si applica un'imposta sul consumo con aliquote variabili in base al prodotto ed al luogo di produzione. Sono invece esclusi dall'applicazione dell'imposta sul consumo gli stessi beni se destinati all'esportazione.

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Imposte dirette sulle persone giuridiche
 


L'imposta sulle persone giuridiche si applica agli utili societari risultanti dal bilancio, ai dividendi azionari distribuiti, ai redditi da contratti di locazione, alle enfiteusi  ed ai trasferimenti di proprietà immobiliari di tutte le società ed enti che esercitano la propria attività commerciale in Albania e soggette ad imposta sul valore aggiunto.
Tali soggetti, considerati residenti, assolvono l'imposta anche per i redditi percepiti all'estero. Sono invece esenti dal pagamento dell'imposta le Organizzazioni non governative limitatamente alle attività di beneficenza, umanitarie, scientifiche ed educative, le organizzazioni internazionali e le agenzie di collaborazione tecnica che hanno firmato accordi di esenzione fiscale con le autorità albanesi.


La base imponibile per il calcolo dell'imposta è costituita dal bilancio annuale e ad essa viene applicata un'aliquota unica del 30%.
E' prevista l'indeducibilità di una serie di spese, tra le quali quelle inerenti all'acquisto, al miglioramento, rinnovo e ricostruzione di beni ammortizzati, i versamenti per contributi previdenziali volontari, i dividendi societari, gli interessi su prestiti ricevuti, le imposte trattenute sul salario del personale dipendente, le accise sul prezzo di vendita, le spese di rappresentanza, le spese per donazioni e ricevimenti, gli interessi sui prestiti non bancari che eccedano quattro volte il contributo dell'azionista nella società e le perdite degli esercizi 1996 e 1997 risultanti dalle sommosse popolari di quegli anni.

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Imposte dirette sulle persone fisiche
 


L'imposta sul reddito delle persone fisiche si applica a tutte le persone fisiche residenti in Albania su tutti i redditi prodotti sia in Albania che all'estero e alle persone fisiche non residenti esclusivamente sui redditi prodotti nel paese.
I redditi da lavoro dipendente sono tassati con aliquote proporzionali in base al reddito percepito; al contrario tutti i compensi non derivanti da rapporto di lavoro, quali i compensi per la partecipazione a commissioni, comitati, consigli ed altre attività secondarie, sono tassati con un'aliquota fissa del 10%. I trasferimenti del diritto di proprietà immobiliari  sono soggetti ad un'aliquota proporzionale sul prezzo di vendita, mentre le vincite a giochi, scommesse o casinò ad aliquota fissa del 20%.


L'imposta non si applica invece ai redditi dei soggetti che godono dello status di diplomatici in base ad accordi firmati con l'Albania; i dipendenti di organismi internazionali che non godono di tale status sono invece soggetti alle imposte sul reddito percepito.
Il pagamento dell'imposta per i lavoratori dipendenti viene effettuato dal datore di lavoro entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui sono corrisposti i compensi; i soggetti tenuti all'imposta devono redigere una dichiarazione annuale dei redditi da inoltrare all'amministrazione fiscale competente, ad esclusione di coloro che percepiscono soltanto redditi da lavoro dipendente.

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©2004 AMIteam communication