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Fonte: Centro Spedizionieri Doganali

INDICE
Quadro
generale del Brasile Territorio
e demografia Situazione economica generale Il commercio
internazionale
Normativa doganale e regime delle
importazioni Regolamentazione delle
importazioni Documentazione richiesta Zone franche Investimenti
stranieri
Il regime fiscale Imposta
sul reddito delle persone giuridiche Imposte indirette
QUADRO
GENERALE DEL BRASILE
Territorio e demografia
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Il
Brasile, con una superficie di 8.514.215 kmq, è il più
grande paese dell'America Latina ed il quinto tra i paesi più
grandi del mondo, dopo Federazione Russa, Canada, Cina e Stati
Uniti. Fatta eccezione per un piccolo numero di isole, il
Brasile è composto da un unico blocco compatto, che confina
con tutti i paesi del Sudamerica ad eccezione di Ecuador e Cile.
L'Oceano Atlantico bagna tutta la parte orientale, dando origine
ad una fascia costiera di 7.367 km. Il territorio può
essere suddiviso in due vaste regioni: l'altopiano brasiliano ed
il bacino del Rio delle Amazzoni, situato
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nella parte
settentrionale. Il
clima presenta differenze da regione a regione: è
equatoriale nella parte settentrionale, tropicale umido sulla
costa atlantica e tropicale semi-umido nell'entroterra. La
lingua ufficiale è il portoghese e la capitale Brasilia; le
altre città principali sono Rio de Janeiro, San Paolo,
Belèm,
Salvador e Porto Alegre. Pur avendo una
popolazione che ammonta a circa 170 milioni di abitanti, il
Brasile rimane una delle nazioni meno densamente popolate della
terra (16 ab./kmq), con forti concentrazioni soprattutto lungo la
costa e nelle grandi città.
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Situazione
economica generale
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A partire dalla seconda Guerra Mondiale il
Brasile ha intrapreso un processo di industrializzazione che si
proponeva fondamentalmente di diminuire gradualmente la dipendenza
dai prodotti importati. Tuttavia tale processo non è stato
accompagnato da politiche commerciali liberistiche ed il
protezionismo ha finito inevitabilmente per creare un gap
tecnologico tra il Brasile ed il resto dei paesi
industrializzati. Soltanto
nell'ultimo decennio è iniziata una graduale e continua
apertura dell'economia brasiliana al commercio internazionale e
sono stati avviati processi di privatizzazione in ampi settori
della produzione e dei servizi. Decima al mondo per dimensioni del
PIL, l'economia brasiliana presenta una struttura altamente
diversificata.
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I
principali settori dell'economia, quello estrattivo minerario,
della carta, chimico, farmaceutico, cosmetico ed alimentare, negli
ultimi anni hanno registrato una crescita tra l'1 e
l'11%. L'industria, che contribuisce alla formazione del PIL
per il 33%, è concentrata nel sud del paese e largamente
diversificata. Il settore minerario beneficia della ricchezza
di riserve naturali; il Brasile è fra i principali
produttori mondiali di oro e pietre preziose e le riserve
petrolifere sono le seconde in America Latina con una quota di 8,1
milioni di barili. Il settore agricolo, nonostante fornisca i
principali prodotti dell'export, tra cui caffè, cacao, semi
di soia e succo di arancia, partecipa alla composizione del PIL in
misura ridotta (circa il 9%).
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Il commercio internazionale
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Gli
anni 90 hanno rappresentato una svolta per l'economia brasiliana
in termini di apertura al commercio internazionale, grazie anche
alla stipulazione del Trattato di Assuncion con cui si è
dato origine al Mercato Comune del Sud tra Brasile, Argentina,
Paraguay e Uruguay. La creazione del Mercosur ha infatti portato
alla riduzione dei dazi tariffari e non tariffari gravanti sui
prodotti e servizi provenienti dai paesi membri, favorendo così
il processo di apertura dell'economia brasiliana verso tali
paesi. Gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato di
approvvigionamento per l'economia brasiliana, con una quota di
mercato del 23,16% nel 2000. Al secondo posto si colloca
l'Argentina, il principale partner del Brasile dell'area regionale
di libero scambio, con il 12,21%. Tra i fornitori europei la
Germania si trova al
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vertice con una quota del 14%, ed al secondo
posto l'Italia con il 5,23%. Anche a livello di paesi clienti
gli Stati Uniti si collocano al primo posto con il 24,51% delle
esportazioni brasiliane nel 2000 e l'Argentina al secondo posto
con una quota dell'11,27%. Principale partner europeo sul
fronte delle esportazioni sono i Paesi Bassi con il 5,06% seguiti
dalla Germania con il 4,57%, dal Giappone e dall'Italia con il
3,88%. Le principali voci dell'import brasiliano sono gli
apparecchi elettrici di precisione, i prodotti chimici e fibre
sintetiche artificiali, macchine ed apparecchi meccanici, coke e
prodotti petroliferi raffinati. Per quanto riguarda invece i
prodotti esportati dal Brasile, si trovano prodotti alimentari,
bevande e tabacco, metalli e prodotti in metallo, autoveicoli,
prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca.
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NORMATIVA
DOGANALE E REGIME DELLE IMPORTAZIONI
Regolamentazione delle
importazioni
Qual è il regime di importazione delle
merci?
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Dagli
anni 80 il Brasile ha compiuto notevoli progressi sul piano della
liberalizzazione commerciale, anche se il livello delle tariffe
per alcuni prodotti resta elevato e permangono alcune barriere non
tariffarie. Tutti gli importatori sono obbligati alla
registrazione presso il Segretariato al commercio estero della
Banca Centrale (Secex) e le importazioni sono ripartite in tre
categorie principali: 1) importazioni che non richiedono
alcuna documentazione di accompagnamento, fra cui i campioni privi
di valore commerciale e certi materiali educativi; 2)
importazioni che richiedono un certificato, rilasciato dal
Secex; 3) importazioni vietate, prodotti chimici per uso agricolo, alcuni farmaci per i
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quali non è stata concessa
la licenza per motivi di sicurezza, igiene o politica
industriale. Le licenze rilasciate sono di due tipi: -
licenza automatica, rilasciata al momento dell'ingresso dei beni
nel paese, che copre la maggioranza dei prodotti importati; -
licenza non automatica, generalmente rilasciata entro due giorni
dalla richiesta, che riguarda i prodotti soggetti a quote di
importazione, riduzione tariffaria, affitto o sostituzione, i
campioni, i beni oggetto di donazione, i prodotti medici e
farmaceutici, i beni usati ecc., poiché soggetti a
controlli speciali del Secex o ad obbligo di approvazione da parte
di altri enti statali.
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Quali
sono i dazi doganali e le imposte addizionali applicati alle merci
importate?
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Le
tre principali imposte che gravano sull'importazione dei prodotti
sono il dazio, l'IPI (Imposta sui Prodotti Industrializzati) e
l'ICMS (Imposta sulla Circolazione delle Merci e dei Servizi). La
prima si applica esclusivamente ai prodotti importati, mentre le
altre due anche sulla produzione nazionale. Il dazio e l'IPI
variano da prodotto a prodotto ed i criteri per la determinazione
delle aliquote tengono conto della disponibilità e del
fabbisogno di un determinato prodotto da parte del paese e
dell'esistenza o meno di prodotti locali succedanei. Le aliquote
del dazio variano tra lo 0% ed il 31%, mentre quelle dell'IPI tra
lo 0% ed il 15% del valore CIF delle merci. L'ICMS è
un'imposta statale territoriale, che varia da uno stato all'altro
della Federazione Brasiliana
con aliquote tra
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il 7% ed il 18% in conformità con la
legislazione interna dello Stato dove transita la merce. Le
altre spese che gravano sullo sdoganamento delle merci importate
sono: - AFRMM, imposta a favore della Marina Mercantile
Brasiliana, pari al 25% del valore del nolo marittimo; - spese
portuarie di handling e magazzinaggio, calcolate sul peso, sul
volume, sul valore della merce e sul tempo di magazzinaggio; -
spese aeroportuarie di handling; - spese aeroportuarie di
magazzinaggio - ATA, imposta riscossa in favore degli
aeroporti. L'importazione di merci di valore inferiore a 50
dollari US non è soggetta ad alcun tipo di tassazione.
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Sono previsti dei trattamenti preferenziali?
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Il
Trattato di Assuncion, costitutivo del Mercosur, prevede per i
paesi firmatari l'abolizione delle barriere tariffarie e non
tariffarie sui flussi di merci e dei fattori di produzione, la
fissazione di un'unica tariffa verso l'estero e l'armonizzazione
di alcuni aspetti della politica economica degli stessi
firmatari. Tra i paesi aderenti al Trattato è operativa
la libera circolazione delle merci prodotte all'interno
degli stessi,
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ad eccezione di una lista di 100 prodotti per i
quali ogni paese aderente può adottare maggiori
restrizioni. Per l'ingresso di prodotti da paesi terzi
l'Accordo prevede l'introduzione di una Tariffa Esterna Comune da
adottarsi in due tempi: è già operativa una TEC del
20% su circa l'85% dei prodotti, mentre per il restante 15% si
prevede l'inclusione entro il 2006.
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Documentazione
richiesta
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La
documentazione da presentare per lo sdoganamento delle merci è
costituita da: - fattura commerciale, da redarre in 5 copie in
lingua portoghese o inglese; - fattura consolare, per il
pagamento dei servizi realizzati in Brasile da aziende estere, da
presentare all'Istituto Nazionale della Proprietà
Industriale; - certificazioni d'origine per i prodotti di
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origine animale, cosmetici, farmaceutici
e agroalimentari, e per i prodotti provenienti dai paesi membri
del Mercosur; - certificato di analisi per i prodotti
agroalimentari, autorizzazione del Ministero dell'Agricoltura
Brasiliano per i vini e derivati di uva e prodotti agroalimentari
di origine animale; - documenti di trasporto (polizza di carico
o lettera di vettura in 5 copie).
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Zone
franche
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L'unica
zona franca del paese è quella di Manaus, creata con legge
n. 3.173 del 6 giugno 1957 e ratificata con decreto legge n. 288
del 28 febbraio 1967. La sua vigenza è prevista fino al
2013 e l'amministrazione è coordinata da un'agenzia di
sviluppo regionale, la SUFRAMA. Manaus è un'area di
libero commercio ed è stata creata con l'obiettivo di
favorire lo sviluppo di una regione penalizzata dalle grandi
distanze nei confronti dei principali centri commerciali. Per
poter installare un'attività produttiva nella zona franca
di Manaus è necessario presentare apposita domanda alla
SUFRAMA, la quale in caso di parere favorevole richiederà
il progetto industriale completo. Le aziende che si trovano
nella zona franca godono di esenzioni fiscali e
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doganali; inoltre le società
che ottengono l'approvazione del SUFRAMA per i propri progetti
ricevono gratuitamente i terreni per la loro installazione e le
infrastrutture necessarie. Attualmente a Manaus sono presenti
500 aziende industriali, 6 mila commerciali ed un distretto
agricolo e della pastorizia che occupa un'area di 589.334 ettari,
per complessivi 140.000 posti di lavoro. Oltre alla zona franca
in Brasile esistono anche 18 Zone di Produzione per
l'Esportazione, di cui 4 con infrastrutture complete e progetti
già approvati. Le aziende ivi insediate, le cui produzioni
siano destinate esclusivamente ai mercati esteri, godono degli
stessi incentivi fiscali previsti nella zona franca.
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Investimenti
stranieri
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Il
governo brasiliano incentiva gli investimenti dall'estero e nel
corso degli ultimi anni ha eliminato molti dei vincoli e delle
restrizioni esistenti in passato. Gli investimenti esteri sono
regolati dalla legge sui capitali stranieri del 1962 e successive
modificazioni. La legge sugli investimenti definisce i capitali
esteri come beni, macchine ed attrezzature entrati in
Brasile senza spese iniziali di denaro, destinati alla produzione
di beni e servizi, così come le risorse finanziarie o
monetarie introdotte nel paese per l'utilizzo in attività
economiche, sempreché appartengano a persone fisiche o
giuridiche residenti, domiciliate o con sede
all'estero. L'entrata di capitale estero deve essere obbligatoriamente registrata
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presso l'Ufficio per la
Registrazione dei Capitali e Supervisione della Banca Centrale, e
la richiesta di registrazione va effettuata entro 30 giorni
dall'ingresso dei fondi nel paese. L'investimento iniziale di
capitale può essere realizzato secondo le seguenti
modalità: - investimenti in moneta; - investimenti
mediante conversione di crediti esteri; - investimenti mediante
importazione di beni senza copertura cambiaria. Dal 1995 gli
investimenti sono stati aperti agli stranieri anche in alcuni
settori in precedenza formalmente chiusi quali petrolio, miniere,
energia elettrica, telecomunicazioni e trasporti interni, e dal
1996 anche nel settore assicurativo.
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IL
REGIME FISCALE
Imposta
sul reddito delle persone giuridiche
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In
linea generale l'imposta sul reddito delle persone giuridiche
incide per il 15% annuo sugli utili imponibili, più
un'addizionale del 10% sulla parte di utile eccedente i 240.000
reais annui. L'imponibile è determinato a seguito della
detrazione di alcuni costi e spese determinanti, comuni ai più
diffusi diritti tributari, quali formazione del personale, buoni
pasto, incentivi alla cultura ed all'educazione, altre spese
sociali, ecc. Ai fini impositivi non esiste alcuna differenza
tra imprese estere presenti in Brasile ed imprese nazionali. La
riforma tributaria della seconda metà degli anni novanta,
per la determinazione delle aliquote di imposta ha sostituito al
criterio della territorialità quello della universalità. Le
holdings sono soggette al regime di imposta applicabile alle persone
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giuridiche sopra menzionate.
L'imposta sul reddito è dovuta soltanto sul reddito diretto
ottenuto dalla holding, ovvero su quello derivante dalle proprie
attività commerciali e non anche su quello delle sue
associate. Le società devono versare mensilmente presso
il Tesoro l'8% (18% per le istituzioni finanziarie) degli utili
netti presunti, prima di effettuare gli accantonamenti per
l'imposta sul reddito, a titolo di Contributo Sociale sul Lucro.
Sul fatturato dell'impresa inoltre incide il Contributo per il
Programma di Integrazione Sociale nella misura dello 0,65% (0,75%
per le istituzioni finanzirie) del fatturato. Esiste infine un
Contributo per il Finanziamento della Sicurezza Sociale con
aliquota del 3% sul fatturato di merci e servizi.
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Imposte
indirette
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L'imposta sulle
vendite incide su prodotti e servizi in due
differenti modalità a seconda della natura dell'operazione:
l'Imposta sui Prodotti Industrializzati (IPI) e l'Imposta sulla
Circolazione delle Merci e Servizi (ICMS). La prima è
un'imposta federale gravante sulla produzione di beni nazionali e
beni esteri con aliquote dallo 0% al 15%, a seconda della natura
del prodotto e con aliquote maggiori su prodotti non essenziali,
quali sigarette, bibite e cosmetici. La seconda invece è
un'imposta statale che incide su tutti i livelli dell'operazione
di vendita, dal produttore fino al consumatore finale. L'aliquota
è territoriale, nel senso che varia da uno Stato all'altro
della
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Federazione Brasiliana, con oscillazioni dal 7% al 18%. - L'imposta sui servizi è un tributo municipale
ed incide su qualsiasi tipo di servizio prestato da un'impresa o
da un libero professionista con aliquote che variano dallo 0,5% al
10%, calcolate sul costo del servizio. - L'imposta sulle
operazioni finanziarie è un tributo federale gravante
su operazioni di credito negoziate da istituzioni finanziarie,
operazioni di cambio negoziate da istituzioni autorizzate ad
operare nel cambio, operazioni d'assicurazione negoziate da
società assicuratrici, operazioni relative a beni mobili
negoziate da istituzioni a ciò autorizzate. L'aliquota
applicata, compresa tra lo 0,5% ed il 5%, varia in base al tipo di
operazione.
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