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Fonte: Centro Spedizionieri Doganali

INDICE
Quadro
generale della Bulgaria Territorio
e demografia Situazione economica generale Il commercio
internazionale
Normativa doganale e regime di
import-export Regolamentazione
delle importazioni e delle esportazioni Documentazione
richiesta Zone franche Investimenti stranieri
Il
regime fiscale Imposta sul
valore aggiunto Imposte dirette sulle persone giuridiche Imposte
dirette sulle persone fisiche
QUADRO
GENERALE DELLA BULGARIA
Territorio e demografia
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La
Repubblica di Bulgaria è una piccola nazione, situata a
sud-est dell'Europa, che occupa la parte centrale della Penisola
Balcanica. La maggior parte del confine settentrionale della
Bulgaria passa lungo il Danubio, ad est confina con il Mar Nero,
ad ovest con Iugoslavia e Macedonia, a sud est con la Turchia e a
sud con la Grecia. Il territorio della Bulgaria,
prevalentemente montuoso, occupa una superficie complessiva di
circa 111.000 kmq, corrispondenti a circa il 22% della Penisola
Balcanica.
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Il
clima è continentale a nord, caratterizzato da inverni
rigidi ed estati calde e secche, mentre è continentale
temperato nella parte meridionale. La popolazione ammonta a
7.707.495 abitanti, le cui origini lontane si collegano a gruppi
migratori provenienti dalle regioni del Volga e degli Urali ed
insediatisi nei Balcani nel settimo secolo D.C. La capitale è
Sofia, che conta oltre un milione di abitanti, mentre le altre
città principali sono Plovdiv, Varna, Burgas e Rousse.
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Situazione economica generale
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Come
membro dei paesi PECO (Paesi dell'Europa Centro-Orientale), un
tempo soggetti alla sfera di influenza sovietica, la Bulgaria si
trova impegnata da circa un decennio nella fase di transizione da
un'economia centralizzata ad un'economia di mercato. Numerosi
sono stati gli sforzi e le riforme messe in atto dalle autorità
bulgare in questi anni non solo in vista del completamento della
transizione, ma anche del futuro accesso all'Unione Europea;
sforzi che hanno portato ad un generale miglioramento della
situazione economica e finanziaria del paese. La struttura
economica della Bulgaria è stata caratterizzata nel corso
degli ultimi anni da una trasformazione che ha ridimensionato il
ruolo del settore agricolo ed ha affermato il settore dei
servizi. Nel 2000 l'agricoltura ha contribuito
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alla formazione
del PIL nella misura del 17,3%. La superficie agricola è
costituita da terreni arativi, da foreste e boschi, da prati e
pascoli e da aree incolte e improduttive. Le colture principali
sono quelle del frumento, granoturco, girasoli, tabacco, patate,
piselli, fagioli, pomodori, cipolle, colza, lino, cotone e
canapa. Il settore dei servizi, che negli ultimi tempi ha
progredito a ritmi elevati, contribuisce al 55,9% del PIL. Si
tratta tuttavia di un settore ancora caratterizzato da un'elevata
fluidità, perché le aziende che ne fanno parte
mancano spesso della necessaria capacità ed esperienza. Il
settore industriale infine, che partecipa per il 26,8% alla
formazione del PIL, è fondato sulle produzioni
metallurgiche e meccaniche, sui materiali da costruzione, sui
prodotti chimici, tessili ed alimentari.
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Il
commercio internazionale
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A seguito dell'abolizione, tra il 1990 ed il 1991, del
monopolio statale sul commerco estero, la Bulgaria ha introdotto
un regime particolarmente liberale, caratterizzato dalla quasi
totale assenza di restrizioni. Grazie alla progressiva
liberalizzazione del commercio estero il paese ha pertanto
conosciuto una crescita significativa degli scambi complessivi a
partire dal 1992, ed in particolare delle esportazioni, che ha
consentito di ridurre il deficit che ha caratterizzato la bilancia
commerciale bulgara. Dal punto di vista della composizione
merceologica dell'interscambio commerciale, i prodotti esportati
sono quelli del tessile-abbigliamento, calzature, arredamento,
metalli di base, prodotti agricoli, macchinari ed attrezzature per
il trasporto, prodotti
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chimici, plastica, gomma, prodotti
minerari e carburante; mentre i prodotti importati riguardano
macchinari ed attrezzature per il trasporto, prodotti minerari e
carburante, tessile-abbigliamento, calzature, arredamento,
prodotti chimici, prodotti agricoli e metalli di base. In
relazione alla direzione degli scambi commerciali, l'ex Unione
Sovietica rimane il partner principale. Tra i paesi
industrializzati predomina l'Unione Europea; la Germania è
il principale fornitore, seguita da Italia e Grecia. Dal lato
delle esportazioni tra i paesi UE l'Italia rappresenta il
principale partner commerciale della Bulgaria. Tra i paesi
industrializzati non membri della UE spicca la Turchia.
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NORMATIVA
DOGANALE E REGIME DI IMPORT-EXPORT
Regolamentazione delle
importazioni e delle esportazioni
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Il regime dell'import-export in Bulgaria è regolato dal
Decreto n. 233 del 3/11/2000, che specifica le merci sottoposte a
registrazione, a regime di autorizzazione, a quote, ad una tassa
all'esportazione e le merci esenti dal dazio nell'ambito delle
quote previste e non. In linea generale l'importazione di merci
in Bulgaria è libera, non esistendo restrizioni o divieti
particolari. Il regime di vietata importazione è limitato
ad alcuni prodotti, quali avorio, uccelli rari e materiali dannosi
per l'ozono. Vige anche un regime di autorizzazione cui sono
sottoposti alcuni prodotti in base ad accordi internazionali, alla
legislazione locale, ovvero alle misure protettive applicate
sull'importazione di beni quali materiale nucleare, materiale
pirotecnico ed esplosivi, armi da caccia e sportive, prodotti
anticrittogamici, amianto e derivati. Alcune merci inoltre sono
sottoposte al regime di registrazione: si tratta, per
l'importazione di policarbonati, matrici per compact disc, alcool
non
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imbottigliato, oro, argento e platino; per l'esportazione e la
riesportazione di oro, argento e platino, pietre preziose, legname
non lavorato e legna da ardere. Le quote per l'esportazione di
prodotti tessili bulgari verso l'UE sono state abolite ed
attualmente vigono solo per gli Stati Uniti ed il Canada. In
base agli accordi stabiliti tra la Bulgaria e l'UE, dal 1995
l'importazione di merci provenienti dall'UE è sottoposta ad
un regime agevolato: per alcune merci il dazio viene azzerato,
mentre per altre i dazi vengono gradualmente ridotti del 40, 70,
80 e 85%. A questo fine la circolazione delle merci deve essere
accompagnata dal certificato di circolazione EUR1. I dazi
doganali previsti per le merci importate in Bulgaria, indicati
nella Tariffa Doganale in vigore dal 1 gennaio 2001, variano da un
minimo del 2% ad un massimo del 70% ad valorem. Oltre ai dazi
doganali va corrisposta l'Iva del 20%.
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Documentazione richiesta
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I documenti che devono accompagnare le merci in importazione
sono: - fattura commerciale; - certificato di qualità,
richiesto per molte merci, specialmente alimentari; -
certificato sanitario attestante l'innocuità per la salute
umana delle merci; - verbale sui risultati dell'analisi,
effettuato in laboratorio bulgaro, circa
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la corrispondenza della merce agli
standard bulgari; - certificato di conformità; -
documenti di trasporto (carnet TIR e CMR, lettera di vettura ed
assicurazione, polizza di carico con nota di spedizione
internazionale e assicurazione, lettera di vettura aerea e
assicurazione).
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Zone franche
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Le zone franche in Bulgaria, istituite con Decreto n. 2242 del
17/7/1987, sono ubicate a Burgas, Vidin, Ruse, Plovdiv, Svilengrad
e Dragoman. Esse devono disporre di una recinzione perimetrale e
di punti di entrata e di uscita ben determinati. In dette zone
possono essere depositate merci sia d'origine locale che
straniera. Le merci che entrano, vengono poste in deposito o
lasciano le zone franche sono considerate, ai fini delle imposte
doganali, come merci straniere al di fuori del territorio doganale
della Bulgaria e quindi esenti da dazi. Le merci d'origine
straniera possono essere sottoposte ad uno dei seguenti regimi:
importazione, perfezionamento passivo, controllo doganale,
temporanea importazione, abbandono o distruzione a favore dello
stato o riesportazione.
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All'interno delle zone franche le ditte bulgare ed estere
possono svolgere qualsiasi attività produttiva, commerciale
e di servizi, osservando i dispositivi della Legge Doganale. I
vantaggi offerti dalle zone franche bulgare sono: - posizione
geografica; - esenzione di dazi per tutte le merci scaricate
nelle zone franche destinate alla produzione, alla trasformazione
ed alla riesportazione; - esistenza sul territorio delle zone
di infrastrutture relativamente ben sviluppate; - disponibilità
di strutture amministrative che facilitano i contatti diretti con
le autorità locali; - regime di cambio speciale che
permette i pagamenti in divisa estera nell'ambito della zona
franca.
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Investimenti
stranieri
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La legge che disciplina gli investimenti
stranieri in Bulgaria è stata adottata dal parlamento il 24 ottobre 1997. I principi costituzionali cui la legge si ispira
sono l'uguale trattamento degli investitori stranieri e locali e
la prevalenza dei trattati internazionali sulla legislazione
nazionale. La legge considera quali investitori stranieri le
persone giuridiche non registrate in Bulgaria, le società
che non sono persone giuridiche registrate all'estero e le persone
fisiche o cittadini stranieri aventi residenza permanente
all'estero. Gli investimenti possono essere realizzati mediante
partecipazione azionaria in società commerciali, titoli di
proprietà su beni immobili, titoli di
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proprietà su beni mobili, titoli di
proprietà su imprese o parti di esse, titoli con termine
prima della scadenza non inferiore a sei mesi, escluse le
obbligazioni ed i buoni del tesoro, prestiti per un termine non
inferiore a 12 mesi, diritti di proprietà intellettuale e
diritti derivanti da concessioni contrattuali o da contratti per
l'assegnazione di compiti amministrativi. La legge stabilisce
inoltre poteri e finalità dell'Agenzia per gli Investimenti
Stranieri, precisa i diritti e le relative modalità di
acquisizione sui beni immobili, regolamenta i trasferimenti
valutari all'estero, specifica le sanzioni amministrative e
riporta nella parte finale alcune disposizioni transitorie.
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IL REGIME FISCALE
Imposta sul valore aggiunto
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L'imposta sul valore aggiunto è regolamentata dalla Legge
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.153 del 1998. L'articolo 1
stabilisce che l'Iva si applica a tutti i trasferimenti di beni e
servizi effettuati sul territorio nazionale da contribuenti che
esercitano un'attività economica indipendente. L'articolo 3
definisce come contribuente colui che svolge in modo indipendente
una qualsiasi attività economica, qualunque siano gli scopi
ed i risultati di detta attività, escludendo lo stato e le
autorità centrali e locali e le persone fisiche che
svolgono la loro attività sulla base di un contratto di
impiego. Sono altresì soggette ad imposta sul valore
aggiunto le transazioni considerate equivalenti ai trasferimenti
di beni e servizi, quali ad esempio i trasferimenti di diritti di
proprietà o le concessioni di servizi per usi personali.
L'imposta è dovuta anche nel caso di importazione definitiva di beni e per
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l'immissione di beni in una
zona franca o in un deposito franco. Sono soggetti al pagamento
dell'Iva la temporanea esportazione per lavorazione o
perfezionamento attivo e quei beni trasferiti dal cedente in
territorio straniero ove ne sia anche trasferita la proprietà
od altri diritti reali. L'imposta è inoltre dovuta per i
trasporti internazionali ed i trasferimenti di beni e servizi
direttamente connessi, per i servizi di pubblica
telecomunicazione, di spedizione, di agenzia ed
intermediazione. L'aliquota applicata è del 20%. Tra i
casi di deduzione dell'Iva va menzionato quello previsto dall'art.
77, che dà diritto al rimborso dell'Iva versata per quella
percentuale del fatturato derivante da importazione di beni,
purché tale percentuale sia pari o superiore al 30%
dell'intero fatturato dei dodici mesi precedenti.
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Imposte
dirette sulle persone giuridiche
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Le imposte dirette sulle persone giuridiche sono regolate
dalla Legge per la tassazione sull'utile delle società.
L'art. 1 stabilisce che la legge interviene a regolare le imposte
relative ai redditi ed i profitti delle persone giuridiche locali
e straniere, nonché delle società locali e straniere
che non rientrano nella definizione di persone giuridiche (società
non corporative). L'utile percepito dalla società è
sottoposto a due tipi di imposte: l'imposta sull'utile per il
budget statale e l'imposta sull'utile per i municipi. L'imposta
sugli utili è pari al 25%. Le società che non
superano la somma di 50.000 BGN come utile per l'anno corrente pagano il 20% a titolo di
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imposta. L'imposta sugli utili per
i municipi è pari al 10%. Le imposte si pagano entro il
31 marzo dell'anno successivo, dopo la detrazione delle somme
versate anticipatamente durante l'anno, previa presentazione di
una dichiarazione da presentare all'ufficio tasse locale entro lo
stesso termine. Sono esenti dall'imposta sugli utili le imprese
e le cooperative che appartengono alle organizzazioni nazionali
degli invalidi. E' prevista una riduzione del 10%
dell'ammontare dell'imposta sugli utili per un anno in caso di
aumento del capitale della società o per opere di
ammodernamento e ristrutturazione.
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Imposte
dirette sulle persone fisiche
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Le persone fisiche sono sottoposte alle tassazioni stabilite
nella Legge per la tassazione del reddito delle persone fisiche.
Le persone fisiche con un contratto di lavoro pagano un'imposta
progressiva su scaglioni di reddito. I redditi fino a 1.200 BGN
sono esenti dall'imposta sul reddito. Le persone fisiche che
esercitano una
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libera professione sono sottoposte all'imposta annuale pari al 15%
del reddito dell'anno precedente. L'imposta viene pagata in tre
rate ogni quattro mesi. Il capitolo 20 della legge si occupa
infine di definire le sanzioni civili e penali nelle quali
incorrono gli evasori.
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