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Fonte: Centro Spedizionieri Doganali

INDICE
Quadro
generale del Cile Territorio
e demografia Situazione economica generale Il commercio
internazionale
Normativa doganale e regime delle
importazioni Regolamentazione
delle importazioni Documentazione richiesta Zone
franche Investimenti stranieri
Il regime
fiscale Imposta sul valore
aggiunto Imposte dirette sul reddito
QUADRO GENERALE DEL
CILE
Territorio e
demografia

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Situato
sulla costa sud-occidentale dell'America Meridionale, il Cile è
il paese più lungo e stretto del mondo. Confina a nord con
il Peù, a nord-est con la Bolivia, ad est con l'Argentina,
e ad ovest è completamente bagnato dall'Oceano Pacifico per
circa 4.300 km. La larghezza media del paese è di 180-200
Km ed il territorio è caratterizzato dal deserto di Atacama
a nord, dalla zona agricola centrale e da foreste e terreni da
pascolo nel sud. Ad est si estende la Cordigliera delle Ande con
vette vulcaniche alte fino a 4.600 metri.
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L'estensione in longitudine fa sì che
il Cile presenti una notevole varietà di climi: la zona
settentrionale, quasi completamente desertica, è una delle
più aride al mondo; la regione centrale è
caratterizzata da un clima di tipo mediterraneo; mentre la regione
meridionale è più fresca e piovosa. La
popolazione, in prevalenza di ceppo europeo, è di circa 15
milioni di abitanti, un terzo dei quali risiede nell'area
metropolitana della capitale Santiago.
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Situazione
economica generale
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Il
Cile rappresenta uno dei mercati più dinamici del mondo e
la sua situazione economica è tra le migliori dell'area
latino-americana, grazie sia alla crescita del Prodotto Interno
Lordo, che al clima di stabilità ed alle prospettive di
sviluppo economico. Alla progressiva riduzione del ruolo dello
Stato nell'economia si è affiancata una politica di
apertura verso l'esterno, realizzata attraverso una legislazione
tesa a favorire l'ingresso di capitali dall'estero, gli accordi
commerciali di libero scambio stipulati con numerosi paesi del
mondo e la riduzione della tariffa doganale esterna. Il Cile è
uno dei paesi dal più elevato livello di esportazione di
frutta, ortaggi e vini,
che costuiscono alcuni dei suoi
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principali motori di crescita,
favoriti soprattutto dalle buone condizioni climatiche e
geografiche. Il settore agricolo occupa circa 800 mila persone e
negli ultimi anni ha registrato un forte aumento del valore
aggiunto con grandi investimenti in tecnologia e
know-how. All'interno del settore industriale il comparto più
importante è quello minerario, con un contributo dell'8% al
PIL. Il paese è il primo produttore mondiale di rame ed il
secondo di molibdeno. Altro settore importante è quello
dell'industria agroalimentare, che comprende produzioni di vino,
alimenti in scatola disidratati, prodotti congelati, succhi, ecc.
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Il commercio internazionale
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La
politica di liberalizzazione del mercato avviata dal Cile negli
anni 70 ha provocato una rapida integrazione del paese
nell'economia mondiale, favorendo la crescita della produttività
e l'espansione delle imprese esportatrici, specialmente quelle dei
prodotti minerari. In conseguenza di tale espansione il Cile ha
firmato accordi di libero scambio con il Messico ed il Canada, in
funzione dei quali il paese potrebbe in futuro aderire al NAFTA;
accordi commerciali con Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù
e Bolivia; ed infine recentemente ha avviato trattative con gli
Stati Uniti per la conclusione di un accordo di libero
scambio. Nel primo trimestre del 2001 le importazioni di beni e
servizi sono aumentate dell'8,1%. Le importazioni di beni di
capitale hanno avuto il maggior aumento, seguite da quelle di
combustibili, beni intermedi e beni di consumo. Le esportazioni
hanno invece registrato un aumento minore, pari al
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5,6%, a
causa della diminuzione delle esportazioni di prodotti
tradizionali, ed in particolare del rame. I prodotti
tradizionalmente importati dal Cile sono soprattutto i beni
intermedi, che rappresentano circa un terzo delle importazioni
totali, i beni capitali ed i beni di consumo. Negli ultimi anni
hanno registrato un significativo aumento anche le importazioni di
autoveicoli, i capi di abbigliamento e le calzature di cuoio. Nel
campo delle esportazioni i principali prodotti sono costituiti da
quelli minerari, in special modo il rame, i prodotti agricoli e
della pesca, i prodotti forestali ed i prodotti dell'industria
alimentare. I paesi fornitori del Cile vedono al primo posto
gli Stati Uniti, seguiti da Argentina, Brasile, Giappone, Germania
e Messico. I paesi destinatari dell'export cileno sono invece
Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna, Argentina, Brasile ed
Italia.
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NORMATIVA DOGANALE E REGIME DELLE
IMPORTAZIONI
Regolamentazione delle importazioni
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In
Cile in genere non vi sono restrizioni alle importazioni in virtù
del principio del libero scambio delle merci. L'importatore
deve esprimere la propria volontà di effettuare una
determinata importazione mediante la compilazione, prima di
qualsiasi imbarco, del documento "Informe de Importación",
da sottoporre all'approvazione della Banca Centrale qualora
l'importo superi i 3 mila dollari US. Una volta approvato
l'Informe l'importatore può ordinare l'imbarco dei beni
entro 120 giorni dalla data di emissione del modulo, chiedere alla
Dogana di internare i beni importati ed accedere al mercato di
valuta straniera per poter effettuare il pagamento della merce
importata. In Cile viene utilizzata la nomenclatura Nabandina,
derivante dal Convegno Internazionale di Bruxelles e dalla
classificazione Naladi. In Cile esiste un unico dazio doganale,
che al primo gennaio 2001 è sceso dall'8% al 7%, applicato
sul valore CIF delle merci, a cui si aggiunge l'Iva del 18%, che
va calcolata sul valore CIF aumentato del dazio doganale applicato,
sull'importazione di quasi
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tutte le merci, ad esclusione di
veicoli, articoli d'oro, platino ed avorio, gioielleria,
pelletteria, tappeti fini, yachts, caviale, articoli pirotecnici,
armi ad aria compressa, superalcoolici, vino, bibite analcoliche,
acqua minerale, whisky, manufatti di tabacco, gasolio e petrolio
diesel. Vengono inoltre applicati diritti specifici per alcuni
prodotti vegetali considerati strategici, quali frumento,
zucchero, oli vegetali commestibili, farina di frumento. E'
comunque in atto un programma di diminuzione dell'incidenza
doganale sulle importazioni, per cui entro il 2003 le aliquote
delle imposte doganali saranno progressivamente ridotte sino al
6%. Sebbene il Cile faccia parte del sistema generale di
trattamenti preferenziali fra i paesi in via di sviluppo, i
prodotti privilegiati sono pochi e la riduzione dei dazi è
scarsa. I trattamenti preferenziali di maggior importanza sono
quelli nel campo degli accordi commerciali bilaterali, soprattutto
quello con il MERCOSUR e con gli altri paesi dell'America latina e
quello con il Canada.
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Documentazione richiesta
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Il
documento idoneo a dimostrare la definitiva importazione in
territorio cileno è la Declaration de ingreso, rilasciata
dal Servicio Nacional de aduanas, contenente l'indicazione del
pagamento dei dazi doganali e tutti gli elementi che possano
ricondurlo all'esportazione effettuata, e debitamente timbrato e
firmato dalla locale autorità doganale. Il documento può
essere prodotto in originale o in copia conforme all'originale.
Gli altri documenti che accompagnano le merci all'importazione
sono:
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fattura commerciale in quattro esemplari e redatta in lingua
spagnola o inglese; - certificato di origine, previsto solo per
alcuni prodotti strategici; - certificati speciali, richiesti
volta per volta; ad esempio quello per i prodotti alimentari che
devono sottostare a norme sanitarie; - documento di trasporto:
bill of lading, airwaybill o altri documenti di imbarco che devono
evidenziare esplicitamente il costo del nolo.
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Zone franche
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Nelle
zone franche in Cile è possibile operare in regime di
notevole agevolazione sia dal punto di vista fiscale che dal punto
di vista logistico e organizzativo. I prodotti da fabbricare in
zona franca devono essere destinati all'esportazione, in quanto
l'ingresso nel paese annulerebbe i vantaggi pratici e fiscali
concessi agli operatori.
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Le
zone franche attualmente operative in Cile sono a Inique e a Punta
Arenas: si tratta di zone franche dotate di soddisfacenti
infrastrutture sia relativamente ai trasporti sia per il
magazzinaggio delle merci. Le importazioni e lo
stabilimento di impianti produttivi in tali aree non sono gravati
dalle imposte vigenti in Cile.
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Investimenti stranieri
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La
politica del governo nei confronti degli investimenti stranieri è
caratterizzata da un elevato grado di apertura, tanto che negli
ultimi anni il Cile è stato meta di un costante flusso di
investimenti dall'estero. Gli investimenti stranieri sono regolati
in Cile da norme speciali contenute nel decreto legge n. 600 del
1974 e successive modifiche. Con questo decreto è stato
creato il Comitato per gli Investimenti Esteri, a cui vanno
indirizzati tutti i progetti di investimento, che ha il compito di
approvarli basandosi esclusivamente su considerazioni di natura
tecnico-economico. Il capitale straniero può consistere
in valuta liberamente convertibile, beni materiali o tecnologia.
Le società possono essere costituite nella totalità
da capitale straniero o in maniera mista da capitali esteri e
locali. La possibilità di investimenti stranieri è
libera, ad esclusione del settore delle
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telecomunicazioni e della sicurezza
nazionale. Gli investitori stranieri possono optare per lo
stesso regime fiscale applicato agli operatori locali, che prevede
il pagameno del 35% sui profitti rimpatriati o uno speciale regime
fiscale invariabile, valido per dieci anni, caratterizzato dal
pagamento di un'aliquota fissa per dieci anni pari al 42% del
reddito prodotto. Il decreto inoltre stabilisce particolari
incentivi a favore degli investimenti realizzati nelle provincie
dell'estremo nord o sud del paese; ed agevolazioni specifiche sono
previste per l'installazione di stabilimenti produttivi,
sfruttamento di giacimenti minerari, industria ittica, trasporti e
turismo. Per gli investitori è prevista la possibilità
di trasferire i capitali investiti dopo un anno dall'apporto, ma
solo se giustificati dalla vendita o messa in liquidazione della
società.
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IL
REGIME FISCALE
Imposta sul valore aggiunto
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L'imposta
sul valore aggiunto è regolata dal DL 825, che prevede
un'aliquota unica pari al 18% per tutte le vendite di beni mobili
che si trovino in Cile e sui servizi prestati o utilizzati nel
territorio nazionale, oltreché sulle operazioni di
importazione. L'imposta si applica anche alle vendite ed alle
prestazioni di servizi il cui pagamento avvenga all'estero. I
conferimenti societari ed i trasferimenti di proprietà di
beni mobili materiali effettuati in occasione della costituzione
di società, del loro ampliamento o modificazione, la
restituzione di detti beni e l'aggiudicazione dei medesimi
nell'ambito della liquidazione della società sono altresì
soggetti ad imposta.
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Rientrano nel campo di applicazione anche la vendita dello
stabilimento commerciale ed in generale dell'universalità
che comprenda i beni mobili relativi al giro di affari del
venditore, la locazione, l'affitto, il noleggio e qualunque forma
di cessione dell'uso o del godimento di beni mobili materiali di
un'attività commerciale. Il pagamento dell'imposta
avviene mensilmente ed implica un saldo tra partite attive e
passive. Tra le esenzioni previste vi è quella sulle
importazioni di beni di capitale effettivamente ricevuto quale
apporto di investimento straniero, purché tali beni siano
compresi in una lista ad hoc del Ministero dell'Economia.
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Imposte dirette sul reddito
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Il
regime fiscale ordinario si applica alle società e alle
persone fisiche e si distingue dal regime speciale previsto per i
soli investimenti stranieri. L'imposta sul reddito in Cile
colpisce i redditi delle persone fisiche o giuridiche prodotti in
Cile da residenti e non residenti; inoltre per i residenti
l'imposta colpisce anche i redditi prodotti all'estero. I
redditi delle società per azioni, società a
responsabilità limitata e delle società succursali
di società straniere in Cile sono tassati in due modi: 1.
una imposta di prima categoria pari al 15% nel momento in cui
il reddito è prodotto ma non distribuito; 2. un'imposta di seconda categoria al momento della distribuzione
dei profitti
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ai soci non residenti in Cile, oppure al momento
della remissione dei profitti all'estero nel caso delle
succursali, con aliquota pari al 35% ed un credito pari
all'ammontare dell'imposta di prima categoria. I non residenti
in Cile possono scegliere tra due diversi tipi di regime
fiscale: 1. regime comune, che si applica nel caso in
cui si intenda utilizzare il credito d'imposta del 15%, in modo
che la rimessa sugli utili è pari al 20%; 2. regime
fiscale speciale sugli investimenti esteri, che permette
all'investitore di applicare un'aliquota complessiva pari al 42%
dell'utile prodotto.
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