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JUGOSLAVIA

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ARCHIVIO STORICO
Questa scheda non ha più valenza commerciale ed è conservata solo in funzione storica.

 




INDICE

Quadro generale della Jugoslavia
Territorio e demografia
Situazione economica generale
Il commercio internazionale
Rapporti ed accordi internazionali

Normativa doganale e fiscale
Regolamentazione doganale
Aspetti fiscali ed imposta sul valore aggiunto
Tassazione delle società e delle persone fisiche
Diritto del lavoro

Investimenti esteri
Normativa sugli investimenti esteri
Costituzione di società


QUADRO GENERALE DELLA JUGOSLAVIA

Territorio e demografia

La Repubblica Federale Jugoslava, costituita dalla Repubblica Federata della Serbia, che comprende anche i territori autonomi del Kossovo e della Voivodina, e dal Montenegro, è stata costituita il 27 aprile 1992.
Confina ad ovest con la Bosnia-Erzegovina e la Croazia, a nord con l'Ungheria, ad est con la Romania e la Bulgaria, a sud con la Macedonia e l'Albania, e si affaccia per un breve tratto sull'Adriatico.
La Jugoslavia ha una superficie totale di circa 102.000 kmq ed una popolazione di 10.393.177 abitanti. La Serbia è la più vasta delle due repubbliche. E' prevalentemente collinosa e montuosa, specie a sud, mentre nella fascia settentrionale occupa parte della pianura pannonica.

Il clima è continentale, con inverni piuttosto rigidi. La capitale della Serbia è Belgrado e la lingua ufficiale il serbo. La popolazione della Serbia è costituita per il 66% da serbi, il 17% da albanesi, il 3,5% da ungheresi e per il resto da comunità etniche minori.
Il Montenegro, la meno estesa delle repubbliche, è situata nella parte sud-occidentale della penisola Balcanica, sulla costa sud del Mare Adriatico. Più dell'80% del territorio, che ha una superficie complessiva di 13.812 kmq, è coperto da foreste e pascoli. La capitale è Podgorica e la lingua ufficiale è il serbo. La popolazione, che ammonta a 660 mila abitanti, è per il 62% montenegrina, per il 15% musulmana, per il 9,3% serba e per il 6,6% albanese.


Situazione economica generale


La repentina disintegrazione della Confederazione Jugoslava avvenuta nel 1991, cui hanno fatto seguito le sanguinose guerre etniche, la destabilizzazione dei confini nazionali ed il progressivo isolamento stabilito dal contesto internazionale, ha determinato una grave recessione dell'economia serbo-montenegrina, duramente colpita dal venir meno dei tradizionali legami commerciali e dalla perdita dei principali mercati di sbocco ed approvvigionamento. Una situazione che, accentuata anche dall'embargo decretato dall'ONU nei confronti della Federazione nel 1992, ha evitato il collasso grazie solo alle potenzialità del settore agricolo e di quello energetico.
In una tale situazione, a partire dal 1994 il governo ha avviato un vasto programma di risanamento basato su una politica monetaria restrittiva e sull'indicizzazione del nuovo dinaro al marco tedesco; un programma che se ha  contribuito a far  calare  l'inflazione,


non è però riuscito ad avviare una modifica strutturale del quadro economico complessivo.
Oggi gran parte del prodotto interno lordo proviene da attività illegali ormai diffusamente radicatesi nel paese.
La Serbia ha un settore agricolo e zootecnico piuttosto elevato; possiede il 48% delle terre coltivabili e produce soprattutto grano, barbabietole da zucchero, mais. Grazie alla buona dotazione di risorse minerarie è autosufficiente quanto a materie prime ed energia elettrica, mentre il petrolio viene importato dalla Russia. I settori industriali più produttivi, oltre a quelli estrattivo ed energetico, sono il metallurgico, il tessile, il chimico e l'agroalimentare.
Il Montenegro invece, la più povera delle repubbliche, ha avuto fino alla seconda guerra mondiale un'economia esclusivamente agricola, ed anche la primitiva industria locale ha subito i contraccolpi della disgregazione del mercato iugoslavo.


Il commercio internazionale


Il volume del commercio estero nel periodo dal 1996 al 1998 ha registrato degli incrementi soprattutto nelle importazioni. Il 1999 è stato invece caratterizzato da una generale diminuzione dell'interscambio. Il paese negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare gravi problemi di deficit della bilancia commerciale senza il sostegno dei crediti internazionali, in quanto solo di recente è stata riammessa al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale ed alla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Solo la cooperazione con la Macedonia, che è stata comunque precaria, ha prodotto alcuni risultati positivi.


Materie prime e semilavorati dominano sia l'import che l'export. Gli oli ed oli derivati rimangono le voci principali delle importazioni, ma sono in forte ascesa anche i filati ed i prodotti tessili. Dal lato delle esportazioni emergono i metalli non ferrosi, l'acciaio ed il ferro.
I paesi dell'Unione Europea costituiscono normalmente i principali interlocutori della Federazione Jugoslava sul piano commerciale; in particolare l'Italia e la Germania, sia per quanto riguarda le esportazioni che le importazioni. Tra i paesi extraeuropei i più importanti partner commerciali sono la Federazione Russa e la Macedonia.


Accordi e rapporti internazionali


La Juoslavia aderisce alla Convenzione di Parigi, al Trattato di Budapest sui marchi, all'Accordo di Madrid, all'Accordo di Nizza sui marchi, all'Accordo di Madrid in materia di indicazioni false o ingannevoli sulla provenienza delle merci, all'Accordo di Lisbona in materia di denominazione d'origine ed agli Accordi di Le Hauge e Locarno in materia di tutela del design industriale.
La Jugoslavia ha anche aderito alla Convenzione di Vienna in materia di vendita internazionale. Il diritto di proprietà         è       costituzionalmente


garantito, sia con riguardo alla proprietà individuale sia a quella collettiva. In particolare restano di proprietà comune alcune risorse naturali ed i terreni municipali.
Gli stranieri sono equiparati ai soggetti nazionali nell'acquisizione di beni immobili ed hanno la possibilità di acquisire beni immobili funzionali all'esercizio di attività commerciale o industriale nel paese, laddove si verifichi la condizione di reciprocità e dietro ottenimento di parere conforme da parte del Ministero degli Affari Esteri.


NORMATIVA DOGANALE E FISCALE

Regolamentazione doganale

La tariffa doganale della jugoslavia è armonizzata con quella europea e le imposte variano a seconda della natura del prodotto.
Con la recente revisione della normativa doganale la Jugoslavia ha provveduto a liberalizzare il commercio estero, attraverso l'abolizione di quote, restrizioni e contingenti, con la limitazione ad alcuni circoscritti settori per i quali l'esercizio dell'attività è tuttora subordinato al rilascio di apposita licenza.
La revisione ha condotto anche a dimezzare o far scomparire l'handling fee (ridotto in Serbia allo 0,5%); le aliquote sono fissate da una classificazione che si articola in 97 capitoli e 27 sezioni e variano dal 2 al 25%.
Esenzioni   sono  previste  per  gli  aiuti

umanitari, strumentazioni medicali non disponibili nel paese e per apporti in natura da parte di soggetti esteri.
Un'unione doganale è stata costituita nel 1997 tra Repubblica federale di Jugoslavia e Macedonia, ove non operano dazi doganali, ma unicamente un handling fee dell'1%. Accordi particolari di interscambio esistono anche con la Repubblica Srpska, in Bosnia-Erzegovina, e con la Russia.
Il sistema doganale jugoslavo prevede anche la possibilità di utilizzo dei magazzini doganali per la commercializzazione di prodotti importati in regime temporaneo e oggetto di magazzino doganale, autorizzato in particolare a commercializzare attrezzature, ricambi, materie prime e semilavorati e prodotti medicali.


Aspetti fiscali ed imposta sul valore aggiunto


Secondo la costituzione Jugoslava le competenze fiscali sono ripartite a livello federale di repubblica, ove la legge federale detta i principi di imposizione fiscale, fissando imposte e tasse sul reddito, sul valore aggiunto, sugli utili e sulle proprietà, con aliquote variabili a seconda del settore di attività.
L'imposta sul valore aggiunto, che ha sostituito la preesistente tassazione sul fatturato, è caratterizzata da tre distinti regimi, con aliquota del 20% in Serbia,  del 15%  in Kosovo e dello  0%


in Montenegro.
Un sistema di accise opera, con aliquote differenziate, per l'importazione di tabacco (3-4%), derivati petroliferi (15-70%), alcolici (3-10%) e prodotti di lusso (20-30%).
In Jugoslavia esistono inoltre trattati per evitare la doppia imposizione con Italia, Francia, Germania, Svezia, Danimarca, Belgio, Olanda, Finlandia, Gran Bretagna, Norvegia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Cipro, Sri Lanka, Egitto, Cina, Malesia e Filippine.


Tassazione delle società e delle persone fisiche


Il reddito delle società è tassato con un'aliquota pari al 26%, con esenzione fiscale per il primo triennio per società di nuova costituzione (con esclusione di banche, assicurazioni, istituzioni finanziarie in genere e trading company, ove l'esenzione è circoscritta solo al primo anno). Le imprese con una partecipazione estera pari ad almeno il 10% possono godere di cinque anni di esenzione fiscale.
Ulteriori esenzioni sono accordate nel caso di impiego  di disabili, di creazione


di nuovi posti di lavoro e di investimenti in aree depresse.
Una witholding tax con aliquota del 20% si applica a royalty e dividenti corrisposti a non residenti.
Il reddito delle persone fisiche, è tassato con un sistema di aliquote a scaglioni:
- 10% sino a 60.000 dinari di reddito;
- 15% sull'importo sino a 120.000 dinari;
- 20% per gli importi in eccedenza.


Diritto del lavoro


Il nuovo diritto del lavoro lascia alla libera contrattazione la definizione di diritti e doveri reciproci del lavoratore e del datore di lavoro, introducendo anche la disciplina del licenziamento per mancato rendimento, ovvero nell'ipotesi in cui la prestazione di lavoro non risulti più richiesta a seguito di circostanze sopravvenute. Anche gli aspetti retributivi sono liberamente negoziabili, anche se gli oneri previdenziali restano in parte ancorati al livello di scolarità dell'assicurato, a prescindere dall'ammontare della retribuzione.
Le relazioni industriali sono disciplinate a livello federale, mentre la normativa delle  singole  repubbliche   disciplina   i


contratti di lavoro, così come gli accordi di categoria.
Oltre al lavoro volontario il diritto del lavoro jugoslavo disciplina anche il lavoro aggiuntivo di soggetti già dipendenti di altro datore di lavoro, il lavoro temporaneo ed occasionale (non oltre 90 giorni l'anno) di studenti, ed il lavoro da prestare al di fuori del locale del datore di lavoro, spesso con prestito di manodopera a terzi.
Il rapporto di lavoro prevede un'età minima di 15 anni, mentre l'età pensionabile è fissata al raggiungimento di 65 anni di età, con almeno 15 anni di servizio ed oneri contributivi maturati.


INVESTIMENTI ESTERI

Normativa sugli investimenti esteri

Il quadro legislativo della Jugoslavia in mateia di attività commerciali si basa sulla Legge sugli Investimenti Esteri e sulla Legge sulle Concessioni.
La normativa consente all'investitore estero, sia esso persona fisica o giuridica, di costituire società partecipate al 100% in Jugoslavia sotto forma di società di persone e di capitali, anche gestendole attraverso società holding di diritto locale. E' altresì consentito qualsiasi livello di partecipazione in società locali, fermo restando che i diritti di minoranza sono riconosciuti ai soci che detengono una partecipazione di almeno il 10% del capitale sottoscritto.
L'unico settore escluso dall'investimento estero è quello militare.
La legge sugli investimenti esteri individua come investitore estero non solo persone fisiche o giuridiche estere, ma anche loro società interamente  partecipate  allocate nella

federazione ovvero nelle quali un investitore estero detenga una partecipazione pari almeno al 51%, o soggetti nazionali che da oltre un anno abbiano eletto domicilio o residenza all'estero.
Più in generale la legge sulle società prevede una tripartizione in:
- società a partecipazione diffusa, in cui la proprietà dei mezzi di lavoro è di titolarità dei lavoratori, raggruppati in unità di crescente complessità;
- società pubbliche, in cui la componente sociale è predominante, che gestiscono servizi di pubblico interesse quali la fornitura di acqua ed elettricità;
- società commerciali, che assumono poi la forma di società di capitali e di società di persone.
Leggi speciali prevodono infine anche l'esistenza di ulteriori soggetti quali le cooperative, le cooperative agricole, le imprese individuali, le associazioni e le fondazioni.

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Costituzione di società


Il capitale sociale minimo richiesto per una società a responsabilità limitata è pari all'equivalente di 5 mila dollari, e sale a 20 mila per le società per azioni, ove il 50% del capitale sottoscritto va versato all'atto della costituzione ed il restante entro i due anni successivi. E' ammesso il conferimento in natura, in esenzione da dazi doganali se funzionali all'attività sociale, di macchinari, attrezzature ed impianti usati, con l'unica eccezione di automobili e videogiochi.
Alle società, che devono essere registrate       presso      il       tribunale


commerciale di Belgrado, è richiesto di impiegare almeno due dipendenti.
Gli oneri relativi alla registrazione e costituzione di una società si aggirano intorno ai 250 Euro. Gli utili sono liberamene trasferibili all'estero o possono essere reinvestiti in Jugoslavia, sia nella società che in un altro soggetto giuridico.
L'investitore estero inoltre può cedere liberamente a terzi la propria partecipazione, partecipare alla gestione dell'impresa in prima persona e vedersi restituiti gli apporti in natura.

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