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POLONIA

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Fonte: Centro Spedizionieri Doganali 

 

INDICE

Quadro generale della Polonia
Territorio e demografia
Situazione economica generale
Il commercio internazionale

Normativa doganale e regime di import-export
Regolamentazione delle importazioni
Documentazione richiesta
Zone franche

Investimenti stranieri

Il regime fiscale
Imposta sul valore aggiunto
Imposte dirette sulle persone giuridiche
Imposte dirette sulle persone fisiche


QUADRO GENERALE DELLA POLONIA

Territorio e demografia

 

La Polonia è situata nell'Europa Centrale e si estende su un'area di 312.683 kmq, che la colloca all'ottavo posto nella graduatoria dei paesi europei di maggiore dimensione. I suoi confini hanno una lunghezza complessiva di 3.582 km suddivisi tra Germania ad Ovest, Repubblica Ceca e Slovacchia a Sud, Lituania, Bielorussia ed Ucraina ad Est, e Russia a Nord. La maggior parte del confine settentrionale è bagnato dal Mar Baltico con 524 km di costa. L'altitudine media è di 173 metri sopra il livello del mare ed oltre il 75% del territorio è posto sotto i 200 metri. Circa il 28% del paese è costituito da foreste ed un quinto da pascoli e prati.
Il clima polacco è influenzato dalla vicinanza con Russia e Scandinavia, da cui proviene la fredda aria polare che durante l'inverno porta spesso le temperature al di sotto dello zero.

L'estate e l'autunno invece godono di giornate calde, grazie all'afflusso di aria secca di provenienza subtropicale e continentale.
La Polonia, con oltre 38 milioni di abitanti, il 51% dei quali sono donne, è uno fra i più popolosi paesi d'Europa. Il numero degli abitanti è cresciuto velocemente nei dieci anni successivi alla fine della guerra mondiale con un tasso di crescita pari al 18%. La densità di popolazione è di 104 abitanti/Kmq ed il 62% di essa vive nelle 853 città polacche, la maggior parte delle quali è di piccole dimensioni (meno di 10mila abitanti). La capitale è Varsavia; le altre città principali si trovano nelle aree di Wielkopolska, Kujawy e della Slesia, e la regione maggiormente urbanizzata è il bacino industriale dell'Alta Slesia, che comprende sette grandi città che contano oltre 100 mila abitanti.

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Situazione economica generale

La Polonia è stata la prima nazione dell'Europa centro-orientale ad intraprendere il processo di transizione dall'economia pianificata al sistema di mercato. La transizione però è iniziata già in un contesto estremamente difficile caratterizzato da un'altissima inflazione, scarsità di beni di consumo ed una elevata concentrazione della produzione.
Nel 1989 si rese perciò necessaria una riforma radicale ed il governo varò un programma volto al totale smantellamento di tutti i meccanismi di pianificazione economica centrale al fine di rendere possibile la completa introduzione di un sistema di mercato. I prezzi furono liberalizzati, anche se ciò comportò la loro crescita e conseguentemente l'inflazione salì nel 1990 al 685% per poi ridursi gradatamente e cadere nel 1999 al 7,3%. Sono stati anche eliminati tutti i sussidi governativi ed introdotto un nuovo sistema monetario che prevede la completa convertibilità dello zloty.
Il 72% del PIL polacco proviene oggi dal settore privato, ed il mercato, grazie ai circa 40 milioni di consumatori, è uno tra i più consistenti e dinamici dell'Europa         centro-orientale        e

rappresenta pertanto un interessante terreno di investimento per numerosi gruppi stranieri. Il governo polacco sta infatti cercando di attrarre il maggior numero di investimenti stranieri consentendo l'ingresso dei capitali in quasi tutti i settori economici.
L'agricoltura, anche se  rappresenta uno dei più importanti settori economici polacchi, con un impiego della forza lavoro del 27%, contribuisce solo per il 5% alla formazione del prodotto interno lordo. Nonostante quasi il 60% del territorio polacco sia costituito da aree coltivabili, i sistemi agricoli sono arretrati ed inefficienti. Il settore è dominato dalla presenza di aziende di dimensioni medio-piccole e per la grande maggioranza private. Le coltivazioni principali sono costituite da cereali, patate, barbabietole da zucchero, lino, colza, luppolo e tabacco.
Anche l'industria si trova in un periodo di grandi trasformazioni e ristrutturazioni orientate all'adeguamento alle moderne economie di mercato. I principali settori sono quello agroalimentare, la produzione della carta, delle macchine elettriche e degli autoveicoli.

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Il commercio internazionale


Conformemente agli accordi conclusi dalla Polonia con l'Unione Europea ed il GATT/WTO, la politica commerciale è stata ampiamente liberalizzata, anche se le importazioni e le esportazioni di alcuni prodotti richiedono comunque permessi o licenze, specialmente per alcolici, petrolio e suoi derivati, prodotti del tabacco, combustibili e materiali radioattivi ed alcuni equipaggiamenti militari.
Nel 2001 le esportazioni sono aumentate del 13,7% per un controvalore pari a 32,9 miliardi di dollari. Di contro le importazioni sono ammontate a 46 miliardi di dollari, con una crescita del 2,9%, consentendo così di ridurre il deficit commerciale a 13,1 miliardi di dollari.
Il principale mercato di sbocco della Polonia è l'Unione Europea, verso cui l'export è aumentato del 12,4% sfiorando i 23 miliardi di dollari. Nonostante ciò comunque il deficit verso i paesi UE è stato pari a 5,5 miliardi di dollari, data la crescita delle importazioni  a  28.266 milioni (+2,5%),


anche se per i prossimi anni è previsto un considerevole miglioramento.
La Germania è ancora una volta il principale partner commerciale per la Polonia, che ha confermato per il decimo anno consecutivo la propria quota di mercato. Le esportazioni verso la Germania sono aumentate dell'11,2%, mentre le importazioni sono cresciute del 2,6%, al punto che la quota rappresenta il 34,5% dell'export ed il 24,1% dell'import polacco.
La Russia resta il maggior partner tra i paesi dell'Europa centro-orientale, anche se ultimamente la sua quota si è ridotta sensibilmente.
Tra i prodotti importati figurano principalmente gli apparecchi elettrici di precisione, le macchine ed apparecchi meccanici, i prodotti chimici e fibre sintetiche e gli autoveicoli. I prodotti esportati riguardano soprattutto metalli e loro prodotti, apparecchi elettrici di precisione, prodotti alimentari, bevande e tabacco.

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NORMATIVA DOGANALE E REGIME DI IMPORT-EXPORT

Regolamentazione delle importazioni e delle esportazioni


Qual è il regime doganale del Paese? Quali sono i dazi all'importazione?

La legge che regola il diritto doganale in Polonia è quella del 28 dicembre 1989, che definisce le regole generali degli scambi con l'estero, gli obblighi e le procedure doganali, la struttura degli organi doganali.
Nel gennaio 1998 è entrato in vigore il nuovo Codice Doganale che introduce altresì nuovi concetti e procedure sul controllo doganale, il trattamento attivo, lo sdoganamento temporaneo ed il trattamento passivo.
Normalmente non è richiesta alcuna licenza governativa per commerciare con la Polonia, ad eccezione del caso in cui si vogliano commerciare prodotti quali armi e munizioni.
Al contrario, per l'importazione temporanea di beni nel paese è necessario l'ottenimento di un particolare permesso, rilasciato dai funzionari di dogana, indicante la data esatta di riesportazione del prodotto al di fuori del territorio polacco.
Dopo la presentazione della documentazione          necessaria,      il

funzionario doganale ammette la merce alla circolazione in Polonia con una decisione amministrativa e, successivamente al pagamento dei dazi doganali e dell'Iva, la procedura di importazione viene chiusa.
La procedura di esportazione è sostanzialmente simile, con la differenza che non ha luogo il pagamento dei dazi doganali e dell'Iva, ed al posto del modulo SAD-IMPORT viene compilato il modulo SAD-EXPORT.
I dazi doganali variano dallo 0 al 400% a seconda del prodotto. In base al paese di origine del prodotto esistono differenti livelli di imposizione tariffaria sullo stesso. I prodotti di origine comunitaria vengono tutti sottoposti allo stesso trattamento indipendentemente dal paese. In media le tariffe, che ogni anno vengono ridefinite e restano in vigore fino al 31 dicembre, si aggirano intorno al 2-2,5% per i prodotti industriali ed al 15-18% per i prodotti agricoli.

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Esistono misure per proteggere il mercato interno? Sono previste riduzioni per particolari beni? Esistono trattamenti preferenziali per alcune categorie di beni?

Nel diritto doganale polacco è prevista la possibilità di proteggere il mercato interno contro le importazioni eccessive e sleali attraverso l'applicazione di un dazio supplementare, che però non può essere superiore alla differenza fra il valore del prodotto ed il prezzo di esportazione.
Alcuni prodotti originari della Unione Europea beneficiano all'entrata in Polonia di preferenze tariffarie; inoltre i Paesi con reddito nazionale pro-capite più basso rispetto alla Polonia beneficiano di una riduzione delle tariffe doganali pari al 30%.

Sono esenti dal pagamento di dazi doganali o dall'accompagnamento di licenze ad hoc alcuni beni, tra cui quelli di uso strettamente personale, regali, beni personali di un cittadino polacco residente all'estero da almeno 12 mesi, beni personali di un cittadino straniero residente in Polonia da almeno 12 mesi, beni ereditati da un cittadino polacco residente all'estero, materiale medico-farmaceutico, materiale didattico o sportivo ad uso scolastico, beni soggetti alla normale tassazione il cui valore sia inferiore ai costi di trasporto, trasferimento e deposito.

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E' previsto un regime per la temporanea importazione di merci?

In Polonia è prevista la temporanea importazione di merci destinate ad essere riesportate e soggette ad esenzione totale o parziale del dazio. I beni importati che vengono riesportati entro   12  mesi   dalla  data  del  primo

sdoganamento consentono all'importatore di ottenere un rimborso del 100% dei dazi doganali se la merce è riesportata entro sei mesi, un rimborso del 50% se la merce è riesportata dopo 6 mesi.

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Documentazione richiesta


Il documento idoneo ad attestare la definitiva importazione della merce in territorio polacco è la dichiarazione doganale (tipo Dau) - esemplare Sad -, il quale deve contenere tutti gli elementi che possano farlo ricondurre all'esportazione effettuata e deve essere debitamente timbrato e firmato dalla locale autorità doganale. Il documento può essere prodotto in originale o in copia conforme.
Le merci inoltre devono essere accompagnate da:
- fattura commerciale in tre copie, contenente  tutti   i   dati   richiesti   dal


contratto;
- lettera di vettura o polizza di carico;
- specifiche tecniche, se richieste;
- distinta della merce;
- certificato di origine;
- documenti speciali per tipologie di prodotto;
- EUR1 e EUR2 per  i prodotti originari della Comunità Europea aventi diritto a trattamento tariffario preferenziale.
La dogana polacca può inoltre chiedere che la fattura sia tradotta in lingua locale ovvero più raramente in lingua inglese.

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Zone franche


Una zona franca è quella parte del territorio polacco, separata e non residenziale, trattata come area extraterritoriale, nella quale gli operatori sia polacchi che stranieri possono svolgere le proprie attività economiche con eccezione della vendita al dettaglio. L'attività economica svolta in queste aree è sottoposta a controlli specifici, riguardanti soprattutto la tenuta di libri, registri e altri documenti.
La legislazione ordinaria regolamenta le operazioni intercorrenti tra una zona franca ed il  resto del paese,  mentre le


operazioni intrattenute tra la zona franca e l'estero sono libere da ogni vincolo concernente le quantità, i valori, le autorizzazioni ed i diritti doganali o imposte e tasse a qualsiasi titolo dovute, sottoposte però ai normali controlli eseguiti dalle autorità doganali. In pratica, le operazioni che avvengono nelle zone franche, sono operazioni considerate "estere", anche se fisicamente non é così.
Attualmente le zone franche in Polonia  si trovano a Gliwice, Terespol, Sokólka, Stettino, Swinoujscie, Przemysl- Medyka e Danzica.

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Investimenti stranieri


Il governo polacco, al fine di aiutare la ristrutturazione dell'economia, incoraggia gli investimenti stranieri che contribuiscano a far diminuire la disoccupazione, ad incrementare le esportazioni e ad introdurre nuove tecnologie e nuovi metodi di gestione aziendale.
La normativa polacca prevede la costituzione di società miste senza alcuna limitazione riguardo alla partecipazione straniera e all'ammontare dell'investimento e sottrae i contributi in natura alle imposte doganali.
Tra i benefici di cui godono gli investitori stranieri vi sono quelli della piena trasferibilità all'estero degli utili, la deduzione di tutti o parte dei costi di acquisto qualificati come attivo immobilizzato dalla base imponibile, e la deduzione di licenze e brevetti ed altri costi.


Per l'avvio di attività economiche in alcuni settori specifici, come quello marittimo e aeroportuale, l'industria della difesa, delle intermediazioni immobiliari, della vendita di beni di consumo importati e dei servizi di consulenza legali, è richiesto il possesso di permessi particolari. E' inoltre richiesta l'autorizzazione delle autorità per servizi quali quello bancario e assicurativo, per la produzione di tabacco, di prodotti affini e di bevande alcoliche.
Tra gli investitori stranieri gli Stati Uniti sono al primo posto, seguiti dalla Germania e dall'Italia.
I settori maggiormente coinvolti dagli investimenti esteri sono quello industriale, in particolare il comparto delle automobili, quello alimentare e quello finanziario.

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IL REGIME FISCALE

Imposta sul Valore Aggiunto


L'imposta sul valore aggiunto in Polonia è stata introdotta nel luglio del 1993 in sostituzione della precedente imposta di ricchezza mobile.
Caratteristica principale di questa nuova imposizione è il fatto che la base imponibile sulla quale calcolare l'imposta è costituita dal valore netto di ogni transazione, per cui l'onere fiscale ricade interamente sull'acquirente finale. In base alla nuova normativa, sono soggetti a tassazione la vendita di merci e le prestazioni di servizi a titolo oneroso, effettuati nel territorio della Polonia.
La legge sull'IVA prevede tre aliquote: l'aliquota normale pari al 22%, quella ridotta del 7% (ad esempio vendita di materiali edili, lavori di costruzione-montaggio e di restauro relativi all'edilizia residenziale e la realizzazione di infrastrutture abbinate all'edilizia ed alcuni generi alimentari sono sottoposti a questa aliquota) e l'aliquota zero (merce che viene esportata ed alcuni tipi di servizi prestati sul territorio polacco ma ad aziende straniere non residenti, quali ad esempio la consulenza organizzativa). Nel 1999 inoltre è stata introdotta anche un'aliquota del 3%, ma non è stato ancora definito il campo di applicazione di tale aliquota. I prodotti che invece usufruiscono dell'esenzione    dall'imposizione   sono


quelli delle industrie della carne, delle uova e del pollame, i prodotti della pesca e a base di pesce, le materie prime per l'industria del latte, i prodotti dell'orticoltura, dei settori forestale e venatorio, i farmaci di base (specificati negli elenchi del Ministro della Sanità e dell'Assistenza Sociale). Sono altresì esonerati dall'IVA l'esportazione di merci e servizi verso le zone franche, la rivendita di prodotti di seconda mano ed i servizi dei settori agricoltura e foresta, scienza e sviluppo tecnologico, educazione, sanità e assistenza sociale, finanza e assicurazioni.
Il principio generale che regola l'applicabilità dell'IVA è quello della territorialità: una vendita di beni o una prestazione di servizi che avviene nel territorio polacco tra aziende residenti è assoggettata all'IVA; contrariamente ogni transazione che ha carattere extraterritoriale non è sottoposta ad imposizione.
La legge che disciplina l'imposta sul valore aggiunto contiene anche una serie di disposizioni in materia di diritti di accisa; oltre che sul tabacco e sulle bevande alcoliche, le tasse di accisa gravano anche su numerosi prodotti considerati di lusso (automobili, prodotti elettronici di consumo, imbarcazioni da diporto, ecc.), nonché su alcuni prodotti commercializzati in regime di monopolio (sale e fiammiferi).

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Imposte dirette sulle persone giuridiche


Sono soggetti ad imposizione sul reddito delle persone giuridiche tutti i profitti locali ed esteri delle società fiscalmente residenti nel paese. A tali redditi è applicata un'aliquota nominale che per il biennio 2001/2002 è pari al 28%, ma che scenderà al 24% nel 2003 ed al 22% nel 2004.
Nel  caso  in  cui   invece   la   sede  del


contribuente si trovi al di fuori dei confini polacchi, viene assoggettata ad imposizione soltanto la parte dei redditi percepiti in Polonia. L'imposta viene calcolata e liquidata mensilmente avendo riguardo alle disposizioni contenute nelle convenzioni contro la doppia imposizione fiscale.

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Imposte dirette sulle persone fisiche


L'imposta colpisce i redditi delle persone fisiche che hanno residenza fissa in Polonia e di coloro che vi risiedono da più di sei mesi. Sono inoltre tassati i redditi delle persone fisiche residenti all'estero se la fonte di reddito si trova in Polonia. L'imposta sul reddito delle persone fisiche è attualmente  articolata  in tre  aliquote:


quella del 19% che riguarda i contribuenti il cui imponibile annuo non supera i 12.400 zloty; quella del 30% applicata all'imponibile da 12.400 a 24.800 zloty; ed infine quella più alta, 40%, che colpisce i contribuenti con un imponibile superiore a 24.800 zloty. Gli stranieri sono tassati con un'aliquota base del 20%.

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©2004 AMIteam communication