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TUNISIA

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Fonte: Centro Spedizionieri Doganali 

 

 

 

INDICE

Quadro generale della Tunisia
Territorio e demografia
Situazione economica generale
Il commercio internazionale

Normativa doganale e regime di import-export
Regolamentazione delle importazioni
Documentazione richiesta
Zone franche

Investimenti stranieri

Il regime fiscale
Imposta sul valore aggiunto
Imposte dirette sulle persone giuridiche
Imposte dirette sulle persone fisiche


QUADRO GENERALE DELLA TUNISIA

Territorio e demografia


La Tunisia è il paese più estremo del Maghreb, situato nel nord del continente africano in una posizione centrale a metà strada tra lo stretto di Gibilterra ed il canale di Suez, a soli 140 km di distanza dall'Italia.
La superficie totale è di 164.150 kmq. Il paese confina ad ovest con l'Algeria, a sud con la Libia ed è bagnato a nord e a nord-est dal mar Mediterraneo per complessivi 1.440 chilometri di coste, alte a nord e basse e arcuate ad est. Il territorio si divide in quattro regioni: il nord ed il centro, divise dalla Grande dorsale, la costa del Sahel ed il grande sud, coperto quasi interamente dal deserto del Sahara.
Il clima è mediterraneo nelle regioni settentrionali,       mentre     nel      sud

prevalgono condizioni climatiche desertiche con forti escursioni termiche.
La popolazione conta circa 9.200.000 abitanti, di cui la maggior parte è concentrata lungo la costa del Mediterraneo tra Tunisi e Sfax. Il 32% della popolazione è al di sotto dei 14 anni ed il 62% ha tra i 15 ed i 64 anni, con un tasso di crescita dell'1,48%.
La capitale della Tunisia è Tunisi, città che conta la maggioranza degli abitanti. Il 60% della popolazione vive nelle aree urbane localizzate per lo più nella regione nord-orientale. Le altre città principali sono Sfax, Ariana, Bizerte, Djerba, Hammamet, Scusse, Cartagine e Nabeul.

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Situazione economica generale


L'economia tunisina, soggetta per un lungo periodo al rigido controllo statale, dal 1986 è stata trasformata in un'economia di libero mercato grazie ad un programma di risanamento strutturale avviato secondo le disposizioni del Fondo Monetario Internazionale, avente ad oggetto la liberalizzazione dei prezzi, dei tassi di interesse e degli investimenti, la riforma dei settori a partecipazione statale e la promozione del settore privato.
Pur mantenendo alcune restrizioni su determinate aree strategiche, il governo tunisino persegue una politica di liberalizzazione delle importazioni e mette in atto iniziative di carattere normativo volte ad incentivare gli investimenti e le attività di sviluppo regionale.
Negli ultimi anni inoltre il governo ha dato in affitto ad investitori privati circa 250 mila ettari di terreno di proprietà statale, allo scopo di attuare un sistema di coltivazione più intensivo e tecnologicamente avanzato.
La struttura del PIL è diversificata ed è costituita per il 16% dall'agricoltura, per il 28,5% dall'industria; e per il 55,5% dai servizi.


L'agricoltura e la pesca occupano un posto di primaria importanza nell'economia tunisina, poiché assorbono il  22% della forza lavoro. I principali prodotti agricoli sono cereali, olive, limoni, pomodori, uva e datteri. La Tunisia è inoltre il secondo paese mondiale esportatore di olio di oliva.
Il tessuto industriale del paese è costituito da circa 10 mila aziende, che si stanno specializzando nei settori dell'elettronica, della componentistica per automobili e della chimica. I settori cardine dell'industria tunisina rimangono comunque il tessile e abbigliamento, pellami e calzature e l'industria agroalimentare.
Un peso rilevante nella formazione del prodotto interno lordo ha anche il settore dei servizi, ed in particolar modo il  turismo che rappresenta la seconda fonte di valuta estera per il paese.
Attualmente la situazione economica del paese è caratterizzata da una crescita stabile e abbastanza sostenuta, con un tasso di crescita del PIL del 5%, un tasso di inflazione attorno al 6% ed un deficit pubblico modesto.

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Il commercio internazionale


Le misure economiche realizzate in collaborazione con il Fondo Monetario Internazionale al fine di realizzare la liberalizzazione dell'economia tunisina hanno determinato una notevole crescita sia delle importazioni che delle esportazioni.
Il commercio estero gioca infatti oggi un ruolo di notevole importanza nell'economia tunisina, con le esportazioni che costituiscono il 29,7% del PIL e le importazioni che arrivano al 43,6% del PIL. Dal 1995 il volume degli scambi è cresciuto ogni anno in media del 10%, anche se la bilancia commerciale tunisina continua ad essere in deficit a causa del forte rialzo dei prezzi mondiali dei prodotti energetici, dell'aumento del cambio del dollaro rispetto al dinaro e di una difficile stagione agricola.
Nel corso del 2001 i valori complessivi della bilancia commerciale tunisina hanno registrato un aumento del tasso di crescita pari al 17,5%, con un aumento delle esportazioni del 18,7% rispetto al 2000, pari a 9.503,7 milioni di dinari tunisini, e delle importazioni del 16,4%, pari a 13.658,3 milioni di dinari. Il deficit commerciale tunisino ha registrato un aumento dell'11,3%. Per le esportazioni la crescita è dovuta all'aumento dei prodotti del tessile-abbigliamento e del  cuoio e  calzature,


che hanno prodotto poco meno della metà delle esportazioni tunisine.
I principali mercati di sbocco sono rappresentati dai paesi dell'Unione Europea; tra questi la Francia si colloca al primo posto, seguita da Italia, Germania, Belgio, Spagna, Regno Unito e Portogallo.
Anche per le importazioni la maggior parte delle forniture viene dai paesi dell'Unione Europea, circa il 70% del totale. I principali paesi di provenienza nel 2001 sono stati la Francia, l'Italia, la Spagna, il Belgio, l'Olanda, la Gran Bretagna, la Svezia, la Grecia e l'Austria.
I comparti che concorrono maggiormente all'export sono articoli di abbigliamento e pellicce, prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali, prodotti delle miniere e delle cave, prodotti alimentari, bevande e tabacco. Sono invece in diminuzione le esportazioni dei prodotti dell'agricoltura e dell'agro-industria.
I prodotti importati sono costituiti da prodotti tessili, macchine ed apparecchi meccanici, apparecchi elettrici di precisione, prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali, autoveicoli. Sono aumentate nel corso degli ultimi anni anche le importazioni di ferro, acciaio, autoveicoli ed energia.

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NORMATIVA DOGANALE E REGIME DELLE IMPORTAZIONI

Regolamentazione delle importazioni


Com'è regolata l'importazione di merci nel paese? Quali sono i dazi all'importazione?

La normativa tunisina sulle importazioni si basa sulla legge 86 del 1992, riguardante la normalizzazione e la qualità, e sulla legge 772 del 1983 che regola le importazioni.
La legge tunisina prevede due soli regimi per le importazioni: merci ammesse liberamente e merci vietate.
Le merci ammesse liberamente, riportate in una lista aggiornata annualmente dal Ministero dell'Economia Nazionale, sono costituite da attrezzature e prodotti industriali non fabbricati in Tunisia.
E' invece assolutamente vietata, secondo quanto disposto dall'art. 128 del Codice Doganale, l'importazione nel paese di prodotti contro la morale e la salute, le armi, ad esclusione di quelle da caccia, le munizioni e gli esplosivi, gli stupefacenti e tutti i prodotti recanti abusivamente il marchio di fabbrica "Prodotto in Tunisia". Dall'ottobre del 1998 inoltre è proibita, per ragioni sanitarie, l'importazione di certi prodotti agricoli, quali henné e palma da datteri.

Secondo la legge tunisina è l'importatore che deve occuparsi della procedura di sdoganamento, che consiste nella presentazione agli uffici doganali di una copia delle fatture delle merci e di una copia della autorizzazione all'importazione. Questi documenti permettono lo sdoganamento delle merci dopo il pagamento dei diritti doganali e delle tasse.
Descrizione e classificazione delle merci seguono il sistema armonizzato e sono applicati dazi ad valorem, con aliquote dal 10 al 43%. Le aliquote daziarie sono state abolite per quasi tutte le macchine ed attrezzature ad uso industriale, mentre sui beni di consumo è applicato un dazio molto elevato che può arrivare fino al 200%.
I prodotti di importazione, salvo rari casi, sono inoltre soggetti ad IVA con aliquote dal 6 al 29%, ad imposta sul consumo con aliquote dal 10 al 90% e a canone sulle prestazioni doganali con aliquota del 2%.

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Sono previsti trattamenti preferenziali?

Alle importazioni di prodotti originari da una trentina di paesi africani, come Algeria, Arabia Saudita, Costa d'Avorio, Emirati Arabi, Iraq, Giordania ecc., sono applicati regimi preferenziali che prevedono una franchigia doganale o una riduzione daziaria fino al 50%, così come stabilito dagli accordi commerciali stipulati con tali paesi.

Inoltre l'Accordo di Associazione del luglio 1995 stipulato con l'Unione Europea prevede lo smantellamento dei diritti doganali entro il 2008 che avverrà in maniera differenziata sulla base di quattro liste di prodotti riguardanti macchinari industriali ed affini, semilavorati, prodotti finiti e beni di consumo.

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E' previsto un regime per l'importazione temporanea di merci?

Le imprese industriali esportatrici sono autorizzate ad importare le materie prime, i semilavorati e le attrezzature necessarie alla loro attività in regime doganale sospensivo ed in sospensione d'IVA, previa presentazione alle autorità doganali di una dichiarazione con cui si impegnino a riesportare  i prodotti  importati,  e al

deposito di una cauzione pari al 54% del valore delle merci. Questo regime è valido solo per l'importazione di merci in lavorazione per conto terzi e in lavorazione per conto proprio. In quest'ultimo caso l'importazione è autorizzata solo previa presentazione di contratti di vendita dei prodotti che saranno ottenuti dalle merci importate.

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Documentazione richiesta


In linea generale il Codice Doganale tunisino stabilisce che tutte le merci importate devono essere oggetto di una dichiarazione depositata in dogana. La dichiarazione che prova la definitiva importazione della merce nel territorio tunisino è la "declaration en detail de merchandise sous douane", rilasciata dalle competenti autorità doganali tunisine. Il documento deve contenere tutti gli elementi che possano farlo ricondurre all'esportazione effettuata e deve essere debitamente timbrato e firmato dalla locale autorità doganale. Il documento può essere prodotto in originale o in copia conforme.


Le merci devono altresì essere accompagnate dai seguenti documenti, redatti in francese e autenticati dalle autorità consolari tunisine:
- fattura commerciale in cinque copie, firmata dall'esportatore e contenente la descrizione dettagliata delle merci;
- fattura pro-forma per le merci che necessitano di licenza;
- certificato di origine se richiesto;
- lista di carico;
- certificati sanitari;
- documento di trasporto (polizza di carico o lettera di vettura aerea);
- licenza di importazione, distinta delle merci e certificato di conformità.

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Zone franche


In Tunisia esistono dal 1992 due zone franche, a Zarzis nel sud sud e a Biserta nel nord-ovest, disciplinate dalla legge 93/120. L'obiettivo della creazione di queste zone delimitate e sottratte al regime doganale del paese era quello di accogliere in circa 20 anni più di 1.500 imprese, di creare 11.000 posti di lavoro e di attrarre investimenti esteri.
Le imprese totalmente esportatrici che operano in queste zone beneficiano di numerosi vantaggi, quali la esenzione da    imposte    doganali    ed   Iva,    la


franchigia su diritti e tasse per materie prime, riduzione del 50% dei redditi o esenzione totale nei primi 10 anni di attività, libero e totale trasferimento degli utili e sgravio totale degli utili reinvestiti nel capitale sociale.
Le imprese che sorgono nelle zone franche godono degli stessi vantaggi delle società totalmente esportatrici e possono anche disporre di infrastrutture efficienti ed avvantaggiarsi di una notevole flessibilità dell'impiego.

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Investimenti stranieri


La Tunisia offre interessanti facilitazioni per gli investitori stranieri orientati prevalentemente alla creazione di unità produttive con destinazione verso il mercato estero di origine. Poiché la maggior parte delle imprese tunisine produce beni di consumo che non richiedono tecnologia avanzata, il governo sta cercando di incoraggiare gli investimenti esteri nel paese offrendo vantaggi fiscali e finanziari, al fine di far installare impianti tecnologicamente più elevati.
Le migliori opportunità di investimento sono rappresentate dal settore tessile e dell'abbigliamento e da quello energetico, specialmente con riferimento alle esportazioni petrolifere ed alla costruzione di oleodotti.
Interessanti sono anche le opportunità nel campo del condizionamento e della produzione dell'olio di oliva da riesportare soprattutto nel mercato americano.
Il   nuovo   Codice   degli   investimenti,


entrato in vigore nel 1994, incoraggia la partecipazione straniera con riguardo a tutti i settori di attività, ad esclusione di quelli minerario, energetico, finanziario e del commercio interno.
In base al codice gli investimenti non sono sottoposti ad autorizzazione, ma a semplice dichiarazione all'Autorità competente.
Le imprese che presentano un piano di finanziamento per investimenti che preveda l'impiego di fondi propri per almeno il 30% del costo del progetto, possono usufruire di incentivi fiscali e finanziari, quali: deduzione fino al 35% dell'imposta sui redditi per gli utili reinvestiti; riduzione del 10% delle imposte doganali ed esenzione dell'IVA per attrezzature importate; esenzione dall'IVA e dall'imposta di consumo per i beni strumentali prodotti localmente; possibilità di scelta di un sistema di ammortamento regressivo per le attrezzature.

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IL REGIME FISCALE

Imposta sul valore aggiunto


La normativa fiscale tunisina prevede l'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto alle importazioni, alla produzione, alla distribuzione all'ingrosso e al dettaglio in tutti i settori ad esclusione del settore agricolo. L'aliquota di base applicata è pari al 18% per la maggioranza dei prodotti, anche se sono previste aliquote differenziate su alcuni prodotti e  servizi   come   quelli   farmaceutici  e


medici ed i servizi turistici con aliquota del 6%, i prodotti della tecnologia e dell'informazione al 10%, trasporti su strada, macchine e prodotti di lusso al 29%.
I prodotti di importazione di lusso quali quelli a base di alcool, tabacco, carburanti e veicoli sono soggetti a diritti d'accisa variabili tra l'11 ed il 60%.

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Imposte dirette sulle persone giuridiche


I redditi delle persone giuridiche sono sottoposti a tassazione con aliquota del 35%. Tuttavia il nuovo codice degli investimenti ha previsto riduzioni e sgravi in base al settore o alla tipologia dell'attività d'impresa: 10% per le imprese agricole, artigianali e della pesca, piccoli commercianti ed artigiani, formazione ed insegnamento; mentre è prevista l'esenzione totale per i primi dieci anni per redditi da esportazione, progetti  di sviluppo  agricoli e  progetti


di sviluppo regionali.
E' prevista inoltre una riduzione del 50% dell'imposta per progetti di sviluppo regionale per ulteriori dieci anni e redditi da esportazione per un periodo illimitato a partire dall'undicesimo anno.
Infine le società sottoposte al regime del 10% sono soggette ad una tassa minima di 1000 dinari, di 2000 dinari quelle sottoposte al regime del 35%.


Imposte dirette sulle persone fisiche


I redditi delle persone fisiche sono sottoposti a tassazione con sei differenti aliquote che variano dallo 0% per i  redditi fino  a 1.500 dinari al 35%


per i redditi superiori a 50.000 dinari, sulla base dei diversi scaglioni di reddito previsti dalla normativa fiscale.

  
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